Recensione: "Le scelte della vita" di Mary McNear

giovedì 30 giugno 2016









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Le scelte
della Vita
di Mary McNear
pagine 315 circa
prezzo 14.90€
ebook 4.99€
Leggereditore
già disponibile
voto:
★★★☆☆
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La serie "The Butternut Lake" è composta da:
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1. Up At Butternut Lake - I desideri nascosti del cuore
2. Butternut Summer - Le scelte della vita
2.5. The Night Before Christmas - non ancora pubblicato in Italia
3.  Moonlight on Butternut Lake  - non ancora pubblicato in Italia
4. The Space Between Sisters  - non ancora pubblicato in Italia


cover del primo romanzo della serie

Per Caroline e sua figlia Daisy le estati a Butternut trascorrono tra il caffè Pearl’s da gestire, le nuotate pomeridiane nelle acque del lago e la semplice quotidianità della loro piccola famiglia a due. 
Quest’anno però la bella stagione sembra voler riservare a madre e figlia diverse sorprese… 
Daisy è una ragazza studiosa e assennata, eppure il destino ha deciso di mettere sulla sua strada Will, il tipico ragazzo ribelle e sregolato da cui si è sempre tenuta alla larga ma che però, grazie alla sua vicinanza, saprà dare una svolta alla propria vita.

Caroline invece, dopo una vita dedicata esclusivamente al lavoro e alla figlia, sembra finalmente aver trovato nel quieto e posato
Buster la serenità che le è sempre mancata.
 
Ben presto però, nell’arco di una sola estate, scoprirà che vent’anni non sono bastati a cancellare dal suo cuore la passione per l’ex marito Jack, tornato a Butternut deciso a riconquistarla.
Tra incomprensioni, prime volte, desideri mai sopiti e primi palpiti d’amore, l’incontaminata cornice dei laghi del Minnesota vede ancora una volta protagoniste due donne straordinarie, appartenenti a generazioni diverse, che sperimentano, a loro modo, l’amore.


Considerazioni.
La McNear, per questo secondo romanzo, ha osato un pochettino di più intrecciando due storie romantiche molto diverse tra loro, ma molto appassionanti.

Se la prima narra infatti di una coppia che si è allontanata e - grazie alla figlia - torna a ritrovarsi, non senza numerose difficoltà, la seconda parla di due ragazzi giovani che, per colpa di cattive abitudini e una passione troppo intensa, parte con il piede sbagliato.

La prima è Caroline, la seconda è Daisy, che ne è anche la figlia. Entrambe appaiono sin da subito molto affiatate, spumeggianti sia nei discorsi che nel modo cui affrontano la vita, un pò pasticcione e con l'intenzione di non tornare a commettere gli errori del passato, tanto in campo affettivo quanto lavorativo. Ma, mentre Caroline cerca di vedere nella figlia la redenzione dal passato che non ha avuto, gioendo dei suoi piccoli successe, nel vederne la voglia di costruirsi una propria indipendenza e nel contempo cercando di costruirsi una vita piacevole, magari trovando anche la sua anima gemella, Daisy cerca di far pace con i suoi problemi personali passati per andare avanti serenamente.
E proprio la volontà di affrontare il passato la porta a cercare il padre, che non ha mai conosciuto, e con cui a distanza di tanti anni ha costruito finalmente un rapporto che l'ha condotta a pensare ai suoi genitori come a due persone, anzichè solo unicamente alla madre, sino ad avere un'idea geniale: tendere un'imboscata alla madre, alla quale vuole far incontrare il papà perduto.

Le cose non andranno - per nessuno - nel verso giusto: Caroline si arrabbierà moltissimo per aver incontrato il padre di sua figlia, a tradimento, ma poi vedrà la possibilità di conoscere un uomo molto diverso da quello che ricordava e Daisy, che all'incontro non arriverà in tempo - perchè la macchina la obbligherà a fermarsi ad un'officina meccanica - conoscerà un vecchio compagno/meccanico di scuola che le aveva fatto battere il cuore, scoprendo troppo tardi, però che è un donnaiolo incallito incline agli amori che si consumano nel retro di un furgone e si dimenticano il mattino dopo ...

 

Vi dirò, ho molto apprezzato questa storia, forse più della prima, anche se nel finale mi ha lasciato un pò l'amaro in bocca, in quanto speravo che finisse diversamente ...

"Le scelte della vita" non è un romanzo che punta sul dramma, ma che comunque ne contiene dei caratteri, ne sfiora molto spesso le corde, per poi riporare la storia su binari decisamente più romantici, anche se non melensi o troppo dolci, in quanto la McNear grazie a dialoghi veloci, non scontati e molto piacevoli, tiene viva l'attenzione, non si adagia sulla chimica dei personaggi, non lascia che veniamo del tutto sedotti dal fatto che la storia sia semplicemente destinata ad essere positivamente tinta di rosa e quindi osa e ci spinge, in ultimo, a riconsiderare il lieto fine a cui siamo soliti giungere con questo genere di romanzi.

Non allarmatevi, in quanto è un finale giustissimo per i personaggi e le loro scelte di vita, ma comunque un finale che non avrei saputo minimamente prevedere all'inizio della storia.

Come anche nel romanzo precedente posso dirvi che il romanzo è caratterizzato da molto tatto, tanta dolcezza e non poche riflessioni interessanti circa l'esistenza, l'amore e la realtà in cui esso prende forma, nella quotidianità, nella costruzione di un progetto, nel tendere a razionalizzare le scelte funzionali all'esistenza stessa. 
Per cui ve lo consiglio caldamente qualora sentiate la voglia di leggere una storia leggera, romantica ma decisamente carina e avvincente.



Mary McNear  vive a San Francisco con il marito, i due figli adolescenti e un minuscolo e irascibile cane bianco chiamato Maccaron. mary scrive le sue storie seduta al tavolo del negozio locale di bomboloni, mentre sorseggia una Pepsi Diet e osserva il via vai della gente che vive nel suo vicinato, cercando di resistere alla tentazione costante dei bomboloni appena sfornati. Basa i suoi libri su una vita di estati passate su un lago nel Midwest del nord.

Recensione: "Presagi di Tempesta" di Robert Jordan - Brendon Sanderson

martedì 28 giugno 2016









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Presagi 
di Tempesta
di Robert Jordan 
Brandon Sanderson
pagine 945 circa
prezzo 19.90€
ebook 6.99€
già disponibile
Fanucci
voto:
 ★★★★★
--o--






I segni sono inequivocabili:
l’Ultima Battaglia si avvicina.
Rand al’Thor, il Drago Rinato, è determinato a stipulare una pace con gli invasori Seanchan. Per ottenerla, vuole dimostrare la sua buona fede riportando l’ordine nell’Arad Doman, un paese sotto attacco dei Seanchan, ma anche privo di un re... e dietro la sparizione del sovrano potrebbe esserci Graendal, una dei Reietti, maestra nella Coercizione.
Nel frattempo, sia Mat che Perrin, superate varie vicissitudini, stanno cercando di tornare verso l’Andor per riunirsi a Rand prima dell’Ultima Battaglia. Ancora più difficile è il compito di Egwene: catturata e ridotta a novizia nella Torre Bianca, è riuscita a instillare il dubbio in molte delle Aes Sedai rimaste fedeli a Elaida, tanto che alcune di loro prestano ascolto alle sue parole e le chiedono addirittura consiglio.
Ma sulla Torre incombe lo spettro di un attacco dei Seanchan: Egwene l’ha sognato e sa che avverrà... e anche molto presto. Tarmon Gai’don, l’Ultima Battaglia, si avvicina.
Ma l’umanità non è pronta.

Considerazioni.
Probabilmente è l'indolenza provocata dal caldo, forse è indolenza e basta, sta di fatto che mi sono impigrita e che sebbene legga, e anche tanto, non riesco a trovare il tempo - e a volte lo stimolo - per fare tutte le cose che facevo prima, compreso fare centinaia di recensioni. Ma diamo la colpa alla fatica dell'anno appena trascorso e speriamo nelle vacanze ... 

Sta di fatto che oggi stacco la spina da tutto e da tutti e vi parlo di un romanzo particolare, inserito, come un tassello in un muro, in un serie davvero molto più grande e bellissima - La Ruota del Tempo - in cui tutti coloro che leggono fantasy, quello classico che chiede e vuole sudore e fatica da chi legge, inciampa, prima o poi.

"Presagi di Tempesta" è infatti il romanzo - inizialmente previsto come unica opera intitolata "Memory of Light" poi suddiviso in tre parti - che compone la prima parte del gran finale dedicato a qusta lunghissima serie, composta da ben 14 romanzi (più il romanzo Prequel).
Era un romanzo che aspettavo da tempo in quanto non sapevo come sarebbe risultata quest'ultima parte della serie, vista la scomparsa del suo creatore e la decisione di far concludere l'opera da Sanderson (che ha scritto i romanzi seguendo gli appunti lasciati da Jordan).
Certo Sanderson è un bravissimo scrittore che ha saputo, nel tempo, creare delle trame davvero geniali e avvenuturose, ma mettere le mani su un'opera tanto amata, tanto seguita e di un altro scrittore, era comunque un'avventura difficile da affrontare e che ero curiosa di leggere.

A lettura conclusa posso dirmi assolutamente soddisfatta, perchè Sanderson ha saputo ricreare l'animo di Jordan, lo spirito che anima tanto le sue storie che i suoi personaggi.
Lo stile s'innesta bene con quello originale, è avvolgente, fluidissimo e trascinante. Sanderson ha fatto i compiti a casa, da fine certosino ha studiato lo stile di Jordan, l'ha ricreato, si vede che ha letto tutti i romanzi precedenti e che ha ben presente tutti i fatti, tutti i personaggi e le loro evoluzioni, pronte per essere raccontate.

Se non avessi saputo che Sanderson aveva ripreso il lavoro di Jordan, onestamente, non me ne sarei nemmeno accorta. E questo è davvero positivo
Certo ci sono delle differenze che s'intravvedono (come il cambio di narrazione) se si è seguita bene la serie, tuttavia sono davvero minime.

Tralasciando la parte più tecnica, di redazione della storia, devo dire che anche la trama in se stessa mi è molto piaciuta, nonostante la mole di pagine (900 e passa) non si percepisce pesantezza o staticità, anzi, l'avventura è vivace, ben costruita, ritmata e stringente. Forse anche per via dell'avvicinarsi dell'Ultima battaglia gli avvenimenti stanno prendendo una certa piega che determinerà conseguenze ancora imprevedibili, ma a cui lo scrittore ci sta preparando.

Pur prevedendo numerosissimi personaggi "Presagi di Tempesta" si focalizza su due personaggi in particolare, ovvero Rand e Egwene. E se il primo ha un percorso decisamente drammatico, con un destino che lo vede causa e redenzione della distruzione che ha causato, la seconda è un personaggio decisamente più positivo, forte, determinata e incredibile, sia per le intenzione che le gesta che si trova a compiere. Segnatevi i loro nomi perchè li ricorderete a lungo.

Non è difficile seguire le avventure di questi due individui, così diversi, così destinati ad essere su sponde opposte, ma che se conosciuti in profondità presentano dei tratti comuni tanto interessanti quanto sorprendenti. Sono rimasta colpita da quanto Jordan/Sanderson mi hanno raccontato, perchè non pensavo questi due crescessero così esponenzialmente, maturassero con un'evoluzione tanto intesa.

Ho detto, e dico poco, me ne rendo conto, ma è davvero molto difficile dire qualcosa, a due romanzi dalla fine, di una saga che ha raccontato molto, che ha presentato dei personaggi interessantissimi, che ci ha preparato, sino a questo momento, a una battaglia in cui potrebbe capitare di tutto e che a livello emotivo mi ha dato veramente tanto e che vi consiglio per la complessità e l'intensità a cui condice, anche indirettamente. Per cui non mi rimane che comunicarvi quello che il romanzo in questione mi ha dato.

"Presagi di Tempesta" contiene un mondo di personaggi, di frasi che colpiscono, che fanno riflettere, che non si presenta mai come una semplice storia fantasy, bensì qualcosa di più intenso, che riporta al mondo di tutti i giorni con parallelismi a volte immediati, a volte riconducibili a voli pindarici più complessi e semplicemente bellissimi.

La Ruota del Tempo è una saga che si compone di tanti elementi, tanti tasselli, molti specchi, milioni di dettagli e infintesimali riflessi, sfumature e contorni sfocati in cui è bello immergersi, con il quale è piacevole fare un bagno di significativa rifrazione del profondo e dell'intimo che gli individui custodiscono al loro interno.

Vi consiglio questa serie, in blocco, e spero che abbiate voglia e tempo di poterla riprendere e leggere perchè è davvero una bellissima lettura, proprio ora che è arrivata l'estate e che si ha più tempo, potrebbe essere davvero una buona idea!!


Robert Jordan è nato nel 1948 in Virginia. Nel 1990, con L’occhio del mondo, inizia il ciclo della Ruota del Tempo, considerato il suo capolavoro. La serie, ormai giunta negli Stati Uniti all’ultimo volume, è un best seller mondiale. Robert Jordan è scomparso nel settembre 2007; Brandon Sanderson, basandosi sugli appunti dello scrittore, ha lavorato agli ultimi tre volumi che completano la saga. Fanucci Editore pubblicherà anche l’ultimo episodio, Memoria di Luce (A Memory of Light) nella primavera/estate del 2013.  
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Brandon Sanderson, nato nel 1975, è autore del romanzo Elantris, che lo ha rivelato a critica e pubblico come una delle maggiori promesse della letteratura fantasy contemporanea. Con Fanucci Editore ha già pubblicato la serie dei Mistborn – L’Ultimo Impero, Il Pozzo dell’Ascensione, Il Campione delle Ere, La Via dei re e Il Conciliatore. Inoltre, basandosi sugli appunti di Robert Jordan, ha lavorato ai tre volumi che completano la saga best seller La Ruota del Tempo.

Recensione: "Tre giorni e una vita" Pierre Lemaitre

martedì 21 giugno 2016









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Tre 
giorni 
e una Vita
di Pierre Lemaitre
pagine 226
prezzo 18€
ebook 9.99€
Mondadori
già disponibile
voto
:
★★★★☆
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Natale 1999. 
A Beauval, una piccola cittadina della provincia francese, Antoine, dodici anni, figlio unico di genitori separati, vive con la madre Blanche, una donna rigida e opprimente, conducendo una vita piuttosto solitaria. 
Trois jours et une vie
cover originale
Il padre da anni si è trasferito in Germania e ha pochi contatti con lui.
Antoine non lega molto con i coetanei e il suo migliore amico è Ulisse, il cane di Roger Desmedt, il suo vicino di casa.
Il giorno in cui Desmedt, un uomo rozzo e brutale, uccide Ulisse, Antoine, sconvolto e disperato, in un accesso di rabbia cieca compie un gesto che in pochi secondi segnerà per sempre la sua esistenza. 
Terrorizzato all'idea di essere scoperto, Antoine passa giorni di angoscia indescrivibile, immaginando scenari futuri cupi e ineluttabili.
Ma, proprio quando sembra che per lui non ci sia più scampo, un evento imprevisto sopraggiunge rimettendo tutto in gioco. 
In "Tre giorni e una vita" Pierre Lemaitre ricostruisce perfettamente l'atmosfera di una piccola comunità scossa da un evento tragico, scandagliando con precisione chirurgica le pieghe dell'animo umano di fronte a un caso di coscienza talmente reale che è impossibile non chiedersi "e se fosse successo a me?"




Considerazioni.
Una cosa che Pierre Lemaitre fa spesso - ed in cui riesce bene - è quella di scuotere il lettore dal torpore indotto dai romanzi in cui è solito crogiolarsi per preferenza ed abitudine e sondare l'animo umano in modo profondo e cruciale. Anche in questa storia, che parte timidamente, con la tenera descrizione del rapporto sincero e amorevole tra un bambino e il cane del suo vicino, Ulisse, per poi condurci ad una situazione difficile, che ci induce a prendere posizione, fare una scelta con e per il piccolo protagonista della storia.

Il romanzo ci narra infatti di Antoine, un ragazzino piuttosto introverso di dodici anni che vive in un piccolo paesino in cui non accade nulla, Beauval, che si sente profondamente solo - abbandonato dal padre che si è rifatto una vita in Germania e da una madre oppressiva - e proprio per questo si prende a cuore il cane - di nome Ulisse - del suo vicino violento. Un giorno però qualcosa va storto ed Antoine perde l'amico a quattro zampe, che viene ucciso dal suo padrone. Antoine perde la testa e fa qualcosa di cui subito si pente, ma che ormai l'ha segnato, e proprio cercando di coprire il misfatto compie scelte che lo condizioneranno enormemente nel corso della sua esistenza.



"Tre giorni e una vita" può apparire un semplice romanzo di formazione segnato dal passaggio per un evento tragico ed inaspettato, ma in realtà è più di questo, è la storia di una colpa, del tentativo di coprire e celare al mondo la sua esistenza e la corrosione dell'animo a causa di fatto che ha segnato la vita del protagonista.
Proprio per mostrare la difficoltà del superamento del trauma Lemaitre ci mostra Antoine in tre momenti della sua esistenza:

- nel momento del gesto che gli cambierà l'esistenza;
- nel momento in cui si laurea;
- a seguito suo matrimonio.

Lemaitre  ci mostra come pur cercando di vivere una vita normale, quasi esemplare, Antoine non riesca a superare il momento che l'ha sconfitto, impedendogli di vivere la sua vita pienamente, godendosi ogni momento, superando i momenti difficile con l'animo sollevato e sereno. Antoine vive una vita fatta di angoscia, quella di venire scoperto per quello che ha fatto, per paura che nella piccola città venga additato, si parli male di lui e che si sveli quello che può diventare in un momento di rabbia. 

L'autore è stata bravo tanto a narrare la storia in modo semplice, lineare e coinvolgente, quanto nell'intrecciare i vari momenti della vita di Antoine, far crescere la tensione fino ai colpi di scena finali, che chiudono idealmente il cerchio della storia, dando modo ad Antoine di comprendere il passato, gli eventi che lo hanno segnato così profondamente, pensato a come sarebbe stato se avesse trovato il coraggio di confidarsi con qualcuno, di alleggerire la sua coscienza.

Complessivamente è una storia davvero molto intensa, che seppur non sia collegabile al classico thriller d'azione, bensì uno psicologico, risulta scritto intelligentemente, connotato da difficoltà di diversa natura, soprattutto a livello emotivo, che comportano una riflessione importate sulla difficoltà delle nostre scelte, sulla responsabilità che implicano gli atti impulsivi presi sulla scia di sentimenti che sfuggono al nostro controllo, che sconvolgono e che non riusciamo a governare...

Ve lo consiglio se volete leggere una storia intensa, con momenti di riflessione, di suspance e una bella caratterizzazione di personaggi. Insomma, una storia breve, ma assolutamente intensa.



Pierre Lemaitre, nato a Parigi, ha insegnato per molti anni letteratura e ora è scrittore e sceneggiatore. Con i suoi romanzi, tutti premiati da critica e pubblico, si è imposto come uno dei più grandi nomi della narrativa francese contemporanea. Le sue opere sono tradotte in più di venti lingue e i diritti sono stati acquistati dal cinema. Mondadori ha pubblicato la serie noir del commissario Camille Verhoeven Irène, Alex, Camille e Rosy & John, e nel 2014 il romanzo Ci rivediamo lassù, vincitore del Premio Goncourt.

Recensione: "Piccole sorprese sulla strada della felicità" di Monica Wood

giovedì 16 giugno 2016






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Piccole
sorprese
sulla strada 
della felicità
di Monica Wood
Pagine 372
Prezzo 17.90€
Ebook 9.99€
Sperling and Kupfer
già disponibile
voto:
 ★★★★★
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La signorina Ona Vitkus ha vissuto una vita riservata e ineccepibile, i suoi segreti – e le sue pene – celati con cura a occhi indiscreti. Questo finché non arriva lui, il bambino insolito con la passione per i Guinness dei primati. Lei ha 104 anni, lui soltanto 11. Da bravo boy scout, dovrebbe semplicemente aiutarla nei lavori di casa ogni sabato, ma con la sua curiosità e il suo entusiasmo contagioso infrange pian piano la scorza diffidente e un po’ burbera di Ona, riuscendo a farla parlare di sé, a cominciare da quelle lontane origini lituane, e persino a coinvolgerla in un progetto singolare: farle vincere il record di «Automobilista patentata più anziana». 
The One-in-a-Million Boy
cover originale
Ona, che nel suo secondo secolo di vita credeva di avere ormai chiuso con l’amicizia, è conquistata da quel ragazzino con l’aria fragile e buffa che la fa sentire speciale. Ed è profondamente delusa quando quei sabati fatti di faccende domestiche, racconti e lezioni di guida s’interrompono di colpo. 
Passa un sabato, poi un altro: del bambino, nessuna traccia. Fino a quando si presenta a casa sua uno sconosciuto, un uomo di nome Quinn. È il padre del ragazzino ed è lì per completare quello che suo figlio aveva iniziato prima di essere strappato alla vita troppo presto. 
Da quel momento, Ona si ritroverà alle prese con i sensi di colpa di un padre, con il dolore di una famiglia spezzata, con un inatteso viaggio on the road che diventa un viaggio dell’anima. Perché quella vita che le ha riservato più schiaffi che carezze ha ancora qualcosa di bello da regalarle. 
E, soprattutto, perché lei ha ancora tanto da offrire a chi ha smesso di sperare nella magia inattesa del destino.


 


Considerazioni.
La storia che la Wood vi racconterà in questo romanzo, qualora siate affamati di letture che vi tocchino profondamente e lungamente, narra di Ona, una donna di 104 anni

Ona Viktus è una donna semplice, naturalizzata americana (e di origini lituane) che trascorre la sua esistenza nell'accettazione che ogni mattino, ogni pomeriggio e ogni sera possano essere gli ultimi, vista la tarda età, che trascorre sulla terra. Ormai Ona ha visto tutto quello che poteva vedere, provato tutto quello che poteva umanamente e sentimentalmente provare: dalla guerra ai figli, dalle mansioni più quotidiane e noiose a quelle più impensabili.

A 104 anni vive con serenità nella sua casa con lo steccato, guardando i fili d'erba del giardino crescere, occupandosi degli uccellini che la vengono a trovare e facendo piccole cosette prima che le forze le vengano meno. 
A sradicare Ona dalla sua quotidianità un ragazzino di 11 anni dall'animo curioso, con la passione per i Guinness, e un pò impiccione che imponendosi nella sua vita in qualche modo porta la primavera nel suo lungo inverno.

"Il Bambino" è un ragazzino piacevolissimo, sincero, allegro, dall'animo estremamente generoso (ed infatti è un boy scout) che si prende a cuore, per caso, della protagonista del romanzo, e che inizia ad andarla a trovare un sabato dopo l'altro, un giorno dopo l'altro aprendole il cuore.
Così Ona trova il piacere perduto di discorrere con un altro individuo, di parlare delle sue esperienze o semplicemente raccontargli la sua vita e il ragazzino trova una spalla al quale confessare i problemi dei suoi undici anni (i genitori, la scuola, ecc...).

Un giorno, però, quel giovane amico non si presenta. 
Nemmeno il giorno successivo. 
E quello dopo. 
E quello dopo ancora

Ona incomincia a sentirne la mancanza, sente come un vuoto freddo senza il piccolo boy scout che le parla, le fa un sacco di domande e la intrattiene con cose più o meno importanti.
Ma poi ecco che Ona scopre il motivo per il quale il ragazzino non è più presentato: lui non c'è più. Un brutto incidente l'ha strappato alla vita troppo presto. E questo smuove il cuore di Ona e del padre del bimbo, Quinn, che si avvicinano nel ricordo di quel bambino dal cuore immenso che ha donato loro qualcosa di impalpabile ma bellissimo: amore incondizionato.

E allara ad Ona viene in mente un piano:
 un viaggio per ricordare il piccolo boy scout...

 :

"Piccole sorprese sulla strada della felicità" è un romanzo che volente o nolente ti tocca nell'animo, laggiù dove risiede la parte più ragile e sensibile di ognuno di noi.
Il rapporto che la Wood costruisce tra i personaggi principali - ovvero Ona, il piccolo boy scout e poi Quinn - è incredibilmente sottile e speciale, delicato e forte, sentito e impossibile da spezzare. 
Questa opera della Wood credo sia speciale per diverse ragioni, ma la cosa che secondo me la rende indimenticabile è il fatto che ha raccontato meravigliosamente la condizione di solitudine di una persona anziana che non ha più nessuno, ha dimenticato cosa vuole dire stare con qualcuno (anche se questo vuol dire non dir nulla o parlare di sciocchezze facendosi semplicemente compagnia) e la cosa meravigliosa è proprio il fatto che il piccolo e spaciale boy scout sia proprio bravo nel stare accanto a Ona, a creare un ponte tra due persone così distanti per età, condizione sociale, ideali e via dicendo e tutto sembra naturale e bellissimo fino a che la tragedia spazza via questa scintilla di bellezza, lasciando solo tanto doloro e tanto rimpianto per quello che non è stato e non sarà più. 

Poteva però essere un romanzo decisamente più drammatico, se la storia contenuta non avesse preso la direzione data dalla Wood, verso che per un momento mi ha ricordato quella voglia di realizzazione di un desiderio, di un sogno - appartenente ad un bambino poi deceduto - simile a quella straziante e ben raccontata nel romanzo "La formula del cuore" di Catherine Ryan Hyde, da cui era stato tratto il bellissimo film "Un sogno per domani" con Kevin Spacy e Helen Hunt, ma dal quale si discosta per il fatto che questa storia non è incentrata su un bambino, ma su donna anziana che vede la vista da un nuovo punto di vista grazie a quel bambino.

"Piccole sorprese sulla strada della felicità" è un romanzo da leggere almeno una volta nella vita, per sondare la propria sensibilità, la propria capacità di empatizzare con gli altri e di lasciarsi trascinare in una storia coinvolgente, toccante e scritta davvero molto bene.


Angry Bird by woelfl:


Monica Wood proviene da una famiglia di origine irlandese del New England che ha sempre avuto nel sangue il talento del raccontare storie. Autrice bestseller di romanzi e di un memoir, prima di diventare una scrittrice a tempo pieno ha lavorato in ambito scolastico e in una casa di riposo. Le sue grandi passioni, oltre la scrittura, sono il birdwatching e il canto (si è esibita per anni come cantante jazz, pop, country e gospel). Vive a Portland, nel Maine, con il marito e la gatta Minnie, che segue da vicino la stesura di ogni nuovo libro. Il suo ultimo romanzo, Piccole sorprese sulla strada della felicità, è in corso di pubblicazione in 18 Paesi.

Recensione: "Seeker 2. La ribelle" di Arwen Elys Dayton

martedì 14 giugno 2016











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Seeker 2
La Ribelle
di Arwen Elys Dayton
Pagine 384
Prezzo 18.90€
Ebook 9.99€
Sperlin Kupfer
già disponibile 
voto:
★★★★
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La trilogia di "Seeker" è composta da:
01. Seeker - Seeker
02. Traveler - Seeker la Ribelle
03. Disruptor - ancora inedito
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Traveler (Seeker, #2)
cover originale

Quin Kincaid è una Seeker. 
La sua missione è un privilegio, un onore antico, che si tramanda da generazioni. 
O almeno questo è ciò che ha sempre creduto, fin da bambina, quando suo padre le raccontava di Seeker che avevano spodestato malvagi re, ricercato assassini, scacciato malfattori e compiuto azioni buone e imprese gloriose in ogni parte del mondo. Poi, però, è arrivata la notte del giuramento e il mondo di Quin è crollato. 
Per sempre. 
Perché essere Seeker non ha nulla a che vedere con la lealtà e il coraggio come lei si era immaginata. Tutta la sua vita è stata solo una terribile impostura. 
Suo padre si è rivelato un assassino. 
Suo zio, un bugiardo. 
Sua madre, una vittima. 
E il ragazzo che amava è assetato solo di vendetta, verso la sua famiglia. Ora che ha scoperto la verità, Quin potrebbe lasciarsi tutto alle spalle, andare altrove, essere semplicemente se stessa e finalmente vivere... come una persona normale. Invece no. Vuole sapere la verità, vuole capire quando tutto è cambiato. E non è la sola. Come lei, anche Shinobu, il suo compagno di sempre, è alla disperata ricerca di risposte e ora più che mai sembra l'unica persona di cui potersi fidare. 
Ma sono troppi i segreti nascosti in un passato oscuro e spietato... 
Tra colpi di scena e personaggi epici, il secondo, imperdibile capitolo della serie Seeker.

Considerazioni.
A pochissima distanza dal primo romanzo, che ho recensito poco tempo fa (la mia recensione la potete trovate QUI) la Sperling (più che prontamente) pubblica il seconda capitolo di questa serie che personalmente, pur non amando follemente - a parte qualche eccezione - il genere fantasy rivolto al pubblico YA (per via delle poche e monotone tematiche affrontate), mi ha appassionata a questa storia e a questa protagonista, che mi ha saputo sorprendere nel primo capitolo e che ha saputo intrattenermi altrettanto gradevolmente in questo secondo romanzo, redendendolo coinvolgente, seppur trattando tematiche non del tutto originalissime.

"Seeker - La Ribelle" riprende pressochè da dove avevamo lasciato il primo romanzo, presentandoci una Quin e uno Shinobu sconvolti e spiazzati dagli eventi che li avevano travolti, con la consapevolezza amara e crudele di quanto accaduto. I nostri due protagonisti si trovano a Londra, a seguito dello scontro sul Traveler, a rimettersi dalle ferite che hanno riportato alla fine del primo tomo e con un bagaglio alquanto pesante di domande che cercano una risposta ...

Devo dirvi che a prescindere dalla trama - la quale pur mantenendo un ritmo decisamente serrato nella prima parte, man mano diviene più introspettivo e riflessivo, focalizzato più sui personaggi che non negli accadimenti - questo secondo libro della serie trova una maggiore identità, matura sia nelle intenzioni che nell'evoluzione della storia e dei personaggi. 

Normalmente accadde che un autore o un'autrice ci presentino i personaggi, ci introducano allo loro personalità, il loro vissuto, i loro obiettivi, e così facendo ci immergano alla storia stessa. Per la Dayton invece accade il contrario, nel primo romanzo ci viene raccontato il minimo indispensabile per comprendere il contesto, la vicenda principale e sembra che questo sia quello che ci attende anche per il futuro: tanta avventura ma poca introspezione. Incece no. La Dayton in un certo senso mi ha stupito, cambiando le carte in tavola per "Seeker - La Ribelle" e ne sono stata felice, perchè ho avuto modo e tempo per compredere meglio Quin, John e Shinobu.
Ecco quindi che rinunciando a un pò al gusto dell'adrenalina, dell'avvenutura il romanzo trova maggiore impatto emotivo, una rinnovata profondità e sicuramente più spessore, per coloro che come me preferiscono una solida base giustificazionista agli eventi intavolati.

La Dayton con pochi, ma nuovi elementi: il diario della madre di John, Catherine, nuove armi (es. lo scudo e l'elmetto del chaos) e aggiungendo alle "razze" deii Seeker, e ai Dread i Watcher, rende il noto in qualche modo ancora non del tutto prevedibile e scontato, mantenendo vivo l'interesse e la voglia di scoperta da parte del lettorie. Piacevole anche il fatto che la Dayton abbia voluto introdurre ex novo due nuovi personaggi: Nott e Wilkin, due ragazzi particolari tanto nell'aspetto quanto nella personalità.

Complessivamente molto piacevole e avventuroso, consiglio assolutamente questa storia, sia che abbiate già letto il primo romanzo sia che vogliate iniziarlo, nel secondo troverete sorprese e avventure.


Some of waters qualities are creativity, sensitivity, reflection, persuasion, effectiveness , and desire for life and sex.:

Arwen Elys Dayton ha condotto accurati studi per mesi prima di scrivere i suoi romanzi. Le ricerche l'hanno portata in giro per il mondo, dalle grandi piramidi d'Egitto a Hong Kong, passando per la Scozia e i suoi castelli. L'autrice vive con il marito e i tre figli sulla costa occidentale degli Stati Uniti.


Polvere e amore per i libri ...

domenica 12 giugno 2016




 Non ero pronta per lui, ma questo non gli importò.
Entrò come un tornado nella mia vita,
la stravolse spezzandomi il fiato
e mi rese donna,
a dispetto di tutto e tutti.











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Giada.
Un amore colpevole
di Anna Chillon
pagine 347
prezzo 3.90€
Autopubblicato
già disponibile
--o-- 














Il giorno del mio diciottesimo compleanno, spiando quel ragazzaccio condannato ai lavori socialmente utili, pensai che la vita stesse per sorridermi, lungi dall’immaginare cosa in realtà stesse per serbarmi.
Qualcosa più grande di me mi avrebbe presto travolta, scossa alle fondamenta, gettando il mio corpo e il mio cuore in pasto a una persona con l’animo di un lupo selvatico. Per tutti sarebbe stato uno scandalo e una vergogna: nessuno avrebbe compreso, perché nessuno conosceva le molteplici verità che quel lupo era stato così bravo a celare.
Forse un cuore, seppur logoro, l’aveva anche lui.
E forse, se avessi lottato e ignorato le apparenze, prima o poi lo avrei scoperto.



Anna Chillon Dice se: "Dev’essere una deformazione che risale alla radice. La maestra ci suggeriva una parola e noi dovevamo scrivere una frase. Le mie erano molto lunghe e continuavano anche dopo il punto. Erano storie. In principio vi fu il diario delle mie avventure adolescenziali, poi vennero le lettere d’amore, d’amicizia, le confessioni, ma è stato con i racconti che ho cominciato a cimentarmi seriamente in quest’arte e ho iniziato a desiderare di poter condividere i miei scritti.
Nel duemiladieci, ho così dato vita al blog Solosua.it, creato utilizzando lo pseudonimo di Anita Rebelle. Un nome d’arte scelto di proposito, in considerazione della connotazione fortemente erotica della maggior parte dei miei racconti. Anita Rebelle era il mio alter-ego, attraverso il quale accantonavo la tediosa moralità per divenire narratrice di storie torbide e passionali. Calandomi in questa dimensione Solosua.it diventava il mio parco giochi, costituendo allo stesso tempo una realtà che mi ha permesso di entrare in contatto con i miei lettori. Ma come ogni scrittrice, limitarmi ai racconti, fossero anche long-fiction, non mi bastava. Volevo scrivere romanzi. Volevo mettere in gioco le mie debolezze e la mia determinazione, immergendomi a pieno in una storia corposa o magari un’intera serie. Così è iniziato il mio percorso come autrice, decidendo di realizzare il mio romanzo d’esordio: un urban fantasy che fosse una storia di lotta, amore, fede e amicizia senza riserve, in cui mettere molti colpi di scena e molta azione, ma anche tanta rabbia e voglia di libertà. Un viaggio attraverso forti passioni e drammi, sempre connotato da una grande carica erotica. Tutto ciò è Alakim, scrigno magico di emozioni profonde e segrete. E per quanti saranno i curiosi che vorranno sollevarne il coperchio, spero di poter suscitare loro un sorriso, una riflessione, o anche soltanto una semplice emozione". 

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Gli Occhi
del Lupo
di Federica Amalfitano
pagine 244
prezzo 14€
ebook 4.99€
Aletti Editore
già disponibile
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La vita a Florence è sempre stata monotona e priva di qualsiasi attrattiva finché, un giorno, il bosco che caratterizza la città si popola di un branco di lupi. Ellen Smith, timida ragazza diciassettenne, si troverà catapultata in un mondo che mai avrebbe potuto pensare esistesse davvero: quello dei licantropi.
E quel ragazzo misterioso arrivato a scuola improvvisamente chi è in realtà?
Le storie dei due giovani si incroceranno molto presto e, il legame protettivo che li unirà, si intensificherà giorno dopo giorno.
Il capo Alpha del clan, i Wolfers (Gran Consiglio dei licantropi) e i Verdana, faranno di tutto per distruggere il loro rapporto di amicizia.
Riusciranno i ragazzi a restare uniti nonostante le avversità?



---o- Estratto -o---



«Bene. Adesso che la famiglia è riunita dobbiamo parlare», esclamò Paul accendendosi l’ennesima sigaretta della giornata. 
«Di cosa?», s’informò mia cugina Anne spalancando i suoi grandi occhi verdi e legandosi i lunghi capelli biondi con un elastico.
«Degli ACILM».
«Sono qui?», chiesi prontamente.
«No. So solo che si stanno avvicinando sempre di più. Hanno già fatto fuori centinaia dei nostri simili sulla costa occidentale e ben presto saranno qui».
Mio padre parlottò con mia madre. Dovevamo trasferirci al più presto in un luogo sicuro, secondo lui.
«Io non ho nessuna intenzione di scappare per l’ennesima volta. Preferisco affrontarli piuttosto», esclamai prima che mio padre ci ordinasse di levare le tende al più presto.
«Non dire sciocchezze Taylor. Sai benissimo di cosa sono capaci. L’unica soluzione è allontanarci di qua il prima possibile».
Ma nemmeno Paul e i figli più grandi erano d’accordo con lui. Eravamo stufi di scappare. Un lupo mannaro non fugge di fronte al pericolo. Nemmeno quando l’Associazione Contro i Lupi Mannari decide di fargli visita
 



Federica Amalfitano Nata ad Ischia in provincia di Napoli nel 1986, si Laurea in Scienze Biotecnologiche per la Salute all’Università degli Studi di Napoli “Federico II” e lavora in laboratorio. Ha sempre avuto una passione smodata per i libri, ma quella per il genere Fantasy nasce grazie al “Signore degli Anelli” di Tolkien e il primo libro di Cristopher Paolini “Eragon”. L’idea di scrivere un romanzo sui licantropi avviene durante gli anni universitari quando aveva bisogno di staccarsi per un po’ dal suo dovere di studentessa di Biotecnologie – pendolare tra Ischia-Napoli – e dedicare un paio d’ore a se stessa. L’ispirazione avviene con la lettura di “Shiver” di Maggie Stiefvater e la saga degli “Shadowhunters” di Cassandra Clare.