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lunedì 20 aprile 2015

Neri Pozza: dalla Lusitania alla Guinea. Venite anche voi?


 


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Scia 
 di Morte
l'ultimo viaggio sul Lusitania
di Erik Larson
pagine 512
prezzo 18€
Neri Pozza
già disponibile
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È una splendida giornata di maggio del 1915, una di quelle rare giornate di brezza lieve, mare calmo e bel sole, quando il Lusitania, il più grande transatlantico dell’epoca, un «levriero» capace di sostenere una velocità di oltre venticinque nodi, inferiore soltanto a quella dei cacciatorpediniere della marina britannica, naviga al largo delle coste meridionali irlandesi. 
La nave, diretta a Liverpool, è salpata da New York a carico pieno, con duemila «anime» a bordo, incluso un numero inaspettato di bambini, e merci, bagagli e vettovaglie varie per un dislocamento di oltre quarantaquattromila tonnellate: il più imponente trasbordo di uomini e merci realizzato, secondo il New York Times, dall’inizio della guerra su un vascello o, meglio, su una vera e propria città galleggiante d’acciaio, inconfondibile coi suoi quattro fumaioli, e invulnerabile grazie alla sua straordinaria velocità. 
Le acque del mare d’Irlanda sono state dichiarate «zona di guerra» dalla Germania, ma a bordo del Lusitania i passeggeri e il comandante William Thomas Turner si curano poco della dichiarazione e dell’avviso, pubblicato sui giornali newyorchesi dall’ambasciata tedesca a Washington, in cui si rammenta agli equipaggi che le navi dirette in quelle acque, battenti bandiera britannica o di uno qualsiasi dei paesi suoi alleati, sono «passibili di affondamento». Troppo veloce il Lusitania per qualsiasi sommergibile o imbarcazione militare tedesca. E troppo rassicurante la promessa protezione della Royal Navy britannica.
Con la sirena da nebbia ormai spenta e il sole alto e splendente, i passeggeri del Lusitania, vestiti con più cura e eleganza del solito in quell’ultima giornata di navigazione, sciamano così tranquillamente sui ponti. I ragazzini piú grandi saltano la corda, come sempre. I piú piccoli si aggirano con bambinaie e steward, a piedi o in carrozzina, con i ciucciotti al collo o appesi ai vestitini.
Sono circa le due e dieci quando, a sedici ore di navigazione da
cover originale
Liverpool, Leslie “Gertie” Morton, marinaio di diciotto anni, prossimo a ottenere il brevetto da secondo ufficiale, scorge a dritta sull’acqua un grosso spruzzo di spuma, una specie di gigantesca bolla che erutta in superficie. Qualche istante dopo lo spruzzo diventa una scia che rimane in superficie, come un lunga cicatrice pallida. In gergo marinaresco quella traccia di turbolenza lenta a svanire ha un solo nome: «scia di morte».
Di lì a poco, echeggia sulla nave, chiaro, il grido: «Siluro in arrivo!».
Sepolta sotto i dettagli ingarbugliati dell’affondamento di uno dei più grandi transatlantici della storia, Erik Larson scopre «una gran bella storia» e la narra con ritmo romanzesco, basandosi però rigorosamente su memorie, lettere, telegrammi o altri documenti storici. Ne emerge la saga di una nave e delle «molteplici forze, titaniche o pateticamente insignificanti, che in una bella giornata di maggio del 1915 sono confluite a produrre una tragedia di portata colossale, la cui vera natura e il cui significato sono rimasti a lungo celati tra le nebbie della storia».



Il libro numero 1 negli Stati Uniti

«Un thriller storico con personaggi realmente
 esistiti, dallo stile asciutto e incalzante».
Antonio Monda, la Repubblica

«Con Scia di morte, Erik Larson realizza la sua prova più matura e appassionante…
Racconta l'affondamento del Lusitania e il conseguente ingresso
 degli Stati Uniti nella prima guerra mondiale».
Antonio Monda, la Repubblica

«Un libro avvincente su un grande evento».
New York Times Book Review

Hanno scritto de Il Giardino delle bestie:

«Il lavoro documentario di Larson è eccezionale,
ma lo è anche l’abilità narrativa con cui ricostruisce la Berlino di quegli anni».
Lara Crinò, il Venerdì di Repubblica

«Una magnifica, struggente… irresistibile storia vera».
New York Times

«Come Addio a Berlino di Christopher Isherwood,
Il giardino delle bestie è la cronaca diretta
di una società che precipita lentamente nella follia».
Chicago Sun-Times

Erik Larson è nato a Freeport, Long Island, nel 1954. Collaboratore di Time, New Yorker, Atlantic Monthly, Harper’s e altre prestigiose riviste americane, ha scritto numerose opere, tra le quali si segnalano Isaac’s Storm (1999) e The Devil in the White City: Murder, Magic and Madness at the Fair That Changed America (2003), libro vincitore dell’Edgar Award in the Best Fact Crime 2004, di prossima pubblicazione presso Neri Pozza. Erik Larson vive a Seattle con la moglie e tre figlie.

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Punto
Zero
di Mark Pastor
pagine 544
prezzo 20€
Neri Pozza
già disponibile
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Nel 1887 Santa Isabel, incrocio di lingue e di popoli della Guinea equatoriale situato sull’isola di Bioko, sembra in tutto e per tutto il paesino di un presepe, con le sue casette minuscole collocate ordinatamente sul limitare della giungla.
Da bordo del piroscafo con cui è arrivato, Moisés Corvo osserva i volti lividi e sorridenti dei coloni europei: guance scavate, occhiaie, labbra screpolate da innumerevoli malattie tropicali. Si palpa allora la tasca alla ricerca della sua pillola di chinino. Ha vent’anni e arruolarsi, condurre una vita avventurosa, vedere il mondo, allontanarsi da casa, poter fare quello che gli pare senza dover rendere conto a nessuno, è sempre stato il suo sogno. Quelli della Infantería de Marina non hanno certo dovuto cercarlo a casa per reclutarlo a forza!
cover originale
Nel 1887 sbarcano a Santa Isabel anche One, Two, Three, Four, Five e Six. Non hanno un altro nome perché non dovrebbero esistere. Gli agenti della Woodsboro Fields Co. li hanno comprati dalle puerpere al momento della nascita. Le madri: prostitute di York, di Brighton, di Manchester, di Nottingham e di Ipswich. Donne che li avrebbero nutriti a fatica, con il loro latte acido e dal sapore di fuliggine. La Woodsboro Fields Co. ha comprato per loro un altro destino. Li ha nutriti, li ha fatti studiare e li ha addestrati.
Hanno un solo compito: rintracciare un certo Templeton Peabody, prezzolato dalla Woodsboro Fields Co. da tre anni perché accolga un giorno proprio loro, One, Two, Three, Four, Five e Six, e metta a loro disposizione dodici negri per trasportare l’equipaggiamento necessario alla missione: penetrare fino al Punto Zero, in quell’isola remota dove, un giorno del 1472, nel cuore della foresta vergine, l’esploratore portoghese Fernão do Pó incontrò Sir Douglas Moriarty.

Cinque di loro moriranno il primo gennaio del 1900, una macchia d’inchiostro su un registro disordinato e fitto di nomi. Loro lo ignorano naturalmente, ma alla Woodsboro Fields Co. lo sanno, cosí come sanno che Templeton Peabody il 10 novembre 1892 si suiciderà per non aver trovato una cura per il figlio malato di un lord che lui crederà di aver contagiato.
Già vincitore del prestigioso Premio Crims de Tinta, Marc Pastor torna con un romanzo originale, dalla forte suspense e dalla trama perfetta, che unisce il gusto per l’avventura alla Stevenson con le atmosfere piú fantascientifiche di Isaac Asimov.


«Marc Pastor reinventa il romanzo d’avventura
 con un’avvincente storia ambientata nell’Africa coloniale del XIX secolo».
ABC

Marc Pastor è nato nel 1977 a Barcellona. Laureato in Criminologia e Politica Criminale, lavora alla polizia scientifica dei Mossos d’Esquadra. Ha pubblicato Montecristo (2007), romanzo di avventure belliche e La maledetta (Giano 2009).

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