Recensione: "Io prima di te" di JoJo Moyes

lunedì 4 febbraio 2013






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Io 
prima 
di te
di JoJo Moyes
Prezzo  14.90
Pagine 391
Mondadori
già disponibile
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A ventisei anni, Louisa Clark sa tante cose. Sa esattamente quanti passi ci sono tra la fermata dell'autobus e casa sua. Sa che le piace fare la cameriera in un locale senza troppe pretese nella piccola località turistica dove è nata e da cui non si è mai mossa, e probabilmente, nel profondo del suo cuore, sa anche di non essere davvero innamorata di Patrick, il ragazzo con cui è fidanzata da quasi sette anni.
Quello che invece ignora è che sta per perdere il lavoro e che, per la prima volta, tutte le sue certezze saranno messe in discussione.
Me Before You
cover originale
A trentacinque anni, Will Traynor sa che il terribile incidente di cui è rimasto vittima gli ha tolto la voglia di vivere. Sa che niente può più essere come prima, e sa esattamente come porre fine a questa sofferenza.
Quello che invece ignora è che Lou sta per irrompere prepotentemente nella sua vita portando con sé un'esplosione di giovinezza, stravaganza e abiti variopinti. E nessuno dei due sa che sta per cambiare l'altro per sempre.
"Io prima di te" è la storia di un incontro. L'incontro fra una ragazza che ha scelto di vivere in un mondo piccolo, sicuro, senza sorprese e senza rischi, e un uomo che ha conosciuto successo, la ricchezza e la felicità, e all'improvviso li ha visti dissolversi, ritrovandosi inchiodato su una sedia a rotelle.
Due persone profondamente diverse, che imparano a conoscersi senza però rinunciare a se stesse, insegnando l'una all'altra a mettersi in gioco.

Considerazioni.

La verità - riguardo a certi romanzi - è che pur adoperando le parole più intense e i termini più efficaci ed appropriati non riuscirò mai a contenerli, ad afferrararne appieno il significato ed il sentimento che instillano nel mio animo e fioriscono nel mio cuore per porgervelo nel più suberbo dei modi. 
Specialmente - poi - nello scritto, questa difficoltà si moltiplica e quanto voglio comunicarvi diverta difficile ... la profondità e l'intensità di questo romanzo sono l'esempio di quanto vi sto dicendo.

La bellezza e la pienezza della storia evaporano al pronunciarsi delle parole che lo definiscono e sebbene si sedimentino nel mio animo la parola,  poca e fuggevole cosa, le porta via come foglie che si abbandonano al vento, lontano da me...

Probabilmente non lo direste dalla copertina color pastello e probabilmente non lo direste dal titolo romantico, ma è un romanzo che spezza, che scava, che assurge ad essere l'esempio della volontà umana, della sua tenacia, della sua forza, ma sopra ogni cosa, per quanto uno o una lo rinneghi e respinga, per quanto lo allontani e ne rifugga è il tornare la dove vogliamo essere e sempre vorremmo rimanere: nella culla l'amore che bramiamo, quello totale, quello incondizionato ed assoluto, quello egoistico e premeditato. Quello.

La trama che avete letto poco sopra svilisce quasi ogni sentimento che sia "di meno", che si "simile a" , che "finga di essere tale" insomma una copia, un surrogato di esso.

Probabilmente, e in questo la maggior parte delle volte sarei concorde con il vostro pensiero, alcuni di voi potrebbero ricondurre e definire questa storia semplicemente come  "triste e dolorosa", potreste dirmi:  
"ma io di problemi ne ho già tanti, di pensieri troppi, per cui perchè diavolo dovrei leggere un romanzo in cui la tristezza e l'impossibilità e l'egoismo sono il fulcro della storia, sono il pane dei protagonisti ?"


Secondo me dovreste perchè a volte stiamo male e ci facciamo del male in storie, relazioni con persone che non sono quello che vogliamo, ma che ci facciamo andare bene ugualmente, nonostante i difetti, nonostante i compromessi, le infedeltà, le ripicche o l'assenza di desiderio, di passione e di amore che proviamo per qualcuno o che che sappiamo che quel qualcuno prova per noi, per non rimanere  soli o per egoismo di appartenenza o per sublimare esigenze di futuro che altrimenti si sgretolerebbe restiamo li, in un rapporto che non ci appartiene ne incui siamo coinvolti. Ok, ok, non per tutti è così, per fortuna, ma molti, moltissimi invece per paura della solitudine o mancanza di qualcosa si accontentano di qualcosa di meno.

Questo libro, per quanto triste, affonda gli artigli nell'egoismo amoroso che ci appartiene e che brama quella persona di cui vogliamo impossesarci in ogni molecola, in ogni alito e sospiro, in ogni piccola particella. Il bisogno, la necessità di un amore che risulta insoddisfatto e infelice perchè in fondo impossibile è alla base di quello che Louisa viene a provare per il protagonista Will - che piano piano li prende, li avvicina e li unisce in qualcosa di platonico ed assoluto che brama e vuole il fisico ed impossibile - che essendo tetraplegico non può e vuole concedersi con tutta l'anima ad una donna che sa di non poter rendere felice.

Rincondurre però questo romanzo al solo sentimento non sarebbe corretto e non sarebbe nemmeno giusto. E' molto di più, va molto oltre, si spinge laddove le barriere umane e solide del nostro corpo terminano con le sue limitazioni terrene e dove possiamo scegliere l'esempio della degradazione ultima o raggiungere le vette eccelse del sublime, nel proprio intimo, per il nostro essere anche attraverso l'amore per qualcun altro.

E' egoismo. Assoluto. Puro. Ayn Rand riteneva che l'egoismo sposi l'oggettivismo per cui ciò che facciamo per noi stessi si rifletterà sicuramente sugli altri. Come di conseguenza.
Dove voglio arrivare? A quanto Will decide per lei e Lou. Perchè se Lou rappresenta l'egosimo del sentimento, quello che vuole e pretende la possibilità e il superamento di tutti i limiti, di tutti i confini dell'impossibilità vedendo oltre al dolore l'accetteazione e oltre a un corpo esanime un'animo brillante e pieno di fulgore; allora Will è la razionalità, la concretezza che porta l'irrazionalità alla ragione, all'impossibilità che non sempre diventa possibile, al giusto che non è sempre tale, e che sebbene quando ami gli animi e i cuori si fondano, esiste la possibilità di scegliere che tiene due persone lontane e non totalmente afferrabili o completaemnte comprensibili. 



A volte ciò che sta bene all'uno non sta bene all'altro e viceversa, ma soprattuto, come nel caso del romanzo in questione, quando manca l'accettazione della realtà, così evidente, così palesemente ingiusta e dura e dolorosa - da parte di Lou - ecco che la parte che più riesce a mantenere le redini - Will - del rapporto può decidere di tagliare i fili di un amore che è  ineluttabilmente destinato alla imperitura  sofferenza diell'altro; come Lou che si trova in cima al ponte del mondo, piena di prospettive e possibilità, quelle che Will le insegna a vedere di nuovo e cogliere, ma di cui Lou non ha il pieno coraggio di usare per paura, ad un certo punto, di allontanarsi da Will.

L'amore è passione, l'amore è desiderio, l'amore è accetazione ci dice Lou.
Ma l'amore è anche coraggio di vedere che se ami una persona che sta rinunciando a se stessa per te, che non potrà mai averti, nè tu lei, devi lasciarla andare, devi lasciala camminare da sola e vedere la bellezza di cui si compone, brillare senza averti  accanto. Anche se è la decisione più difficile che dovrai compiere nella tua vita. Anche se la vita è proprio quella che dovrai lasciare.

Le domande che porta a porci e a farmi la Moyes - la cui scrittura profonda, decisa ed efficace rasenta il sublime della letteraria comprensione umana - anche a prescindere da una risposta certa e definitiva sono molte, sono difficili, ma servono a comprendere l'animo che serbiamo al nostro interno, l'animo che custodiamo tanto fedelmente credendo di conoscerci, ma non sapendo cosa per amore siamo a disposti a rinunciare, ad abbandonare, a rischiare una volta per tutte.




Voi cosa fareste per amare incondizionatamente qualcuno, 
a prenscindere da quello che lui o lei deciderà per voi?

Voi rischireste la vita? Rinuncereste ad essa?

Voi amereste comunque?

Amereste?


Consigliato? Meglio chiedersi, esiste un voto per conoscere la sostanza di cui siamo fatti, le azioni in base alle quali agiamo? Esiste un metro per l'amore di cui vorremmo essere capaci? Non lo so, ma ho scoperto un libro che mi ha fatto conoscere una parte importante di me, e ringrazio per questo la Moyes per avermermelo permesso!!


Jojo Moyes è nata e cresciuta a Londra. Scrittrice e giornalista, ha lavorato all'"Independent" per dieci anni prima di dedicarsi a tempo pieno alla scrittura. Attualmente è una delle più affermate scrittrici in Inghilterra.  I suoi romanzi sono sempre in testa alle classifiche e riscuotono un grande successo di critica e di pubblico. Io prima di te è il libro più votato nella storia del "Richard and Judy Book Club". L'autrice vive nell'Essex con il marito e tre figli.

2 commenti:

Mariki93 ha detto...

Già mi attirava questo libro...dopo la tua recensione poi....sembra davvero stupendo!!!! Lo metto subito in wishlist!! Bellissima recensione!!!=)

Endimione Birches ha detto...

Grazie Mariki, sei un tesoro!!!!