Recensione: "Vittime del peccato" di Brenda Joyce.

mercoledì 31 ottobre 2012

 Nei bassifondi di New York, 
tra segreti inconfessabili e passioni proibite, 
si cela un killer spietato. 
E solo lei può trovarlo.

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 Vittime del Peccato
di Brenda Joyce
pagine 416
prezzo 9,90€
ebook 6,90€
Harlequin Mondadori
già didponibile
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La Serie "Le indagini di Francesca Cahill" si compone di:
1. Deadly Love
2. Deadly Pleasure
3. Deadly Affairs
4. Deadly Desire
5. Deadly Caress
6. Deadly Promise
7. Deadly Illusions - Vittime del peccato
 - un'indagine di Francesca Cahill
8. Deadly Kisses
9. Deadly Vows
 
New York, 1902. Francesca Cahill ai tè con le dame dell'alta società newyorkese preferisce combattere il crimine. Il suo talento di investigatrice privata la porta a indagare su alcune cruente aggressioni, avvenute nei bassifondi della metropoli a danno di giovani donne. Le prime due vittime sono sopravvissute, mentre per la terza si tratta di omicidio. Sembra proprio che per le strade di New York si aggiri un serial killer e Francesca non si darà per vinta finché non lo avrà fermato. Sembra che l'unica pista da seguire non porti a niente. Che cosa hanno in comune le vittime, oltre a essere giovani e irlandesi? Il tempo stringe, la paura ormai dilaga per le strade del quartiere. C'è un pazzo da catturare.

"Semplicemente perfetto." —Publisher's Weekly
Considerazioni.
E' un pò che penso a come fare questa recensione. No, non è perchè il libro sia particolarmente brutto o ostico, anzi, se lo fosse riuscirei a trovare quelle parole che faccio tanta fatica a scegliere per promuore con il massimo dei voti questo romanzo che mi  è piaciuto infinitamente. Dovete sapere innanzitutto che io ho un debole per questa famosa e bravissima scrittrce, con lei ho il debito di avermi fatto conoscere ed amare il romance. Il primo romanzo che lessi della Joyce è stato "Scandalo e passione" e da li il mio amore per le scene da lei descritte, per i personaggi che costruisce e le storie che mi racconta mi fanno amare il romance come poche autrici.

Non so come, ci è riuscita anche questa volta e tutta una serie di motivi che mi hanno convita quando tanto convinta in fondo in fondo non ero per due ragioni: la prima è legata al fatto che il romanzo in questione appartiene ad una serie di nove romanzi; la seconda ragione è che di questi nove libri questo è il settimo, che ha come personaggio principale sempre Francesca Cahill, investigatrice dilettante, che ama il giallo e i misteri e che nel cercare di trovare una strada nella vita si destreggia tra due uomini - fratellastri che non si sopportano - che cercano di conquistare il cuore: un uomo sposato (certo Rick Bragg) con il quale ha avuto una relazione e un libertino (certo Calder Hart) che con lei vorebbe mettere la testa a posta. Queste pecche sono comunque assolutamente superabili (vedere il punto "Elementi (apparentemente) a sfavore" più in basso, per credere).

Motivi per cui amerete questa storia:
 
a. Completezza.
E' un romanzo completo. Cosa intendo con completo? Intendo che qui troverete tutto quello che può appassionare una lettrice di romance che però non si accontenta della solita storia d'amore, ma che esigentemente vuole la storia d'amore (anche un pò combattuta, conquistata, vinta) ed anche una storia parallela solida, ben costruita e che si amalgami bene con le varie componenti. Oltre a ciò la Joyce ha fatto i compiti a casa, ve lo assicuro, stoffe, tipologie di vestiti, conoscenze scientifiche contestuali al periodo, buonissima conoscenza dell'epoca, ma anche invenzioni, letteratura e personaggi storici vengono citati incidentalemente nel romanzo per arricchirlo e rendendolo più completo possibile. Una storia dalle tinte rosa, si ma anche molto altro. Ciò fa si che la storia sia sicuramente moooolto accativante ed al contempo qualcosa di molto diverso da quanto trovate in libreria in questo genere.

b. Raffinatezza.
Si, questo libro è molto raffinato. Pur non rinunciando all'ironia, alla sagacia e all'erotismo palpabile in un crescendo di sentimenti e prese di consapevolezza è un romanzo che coglie quel'atmosfera ottocentesca in cui etichetta, morale e buon gusto (insieme all'abbigliamento sempre composto) rimangono elementi essenziali di etichetta e buona società, a cui appartiene Francesca, essendo un'ereditiera (diciamocelo, altrimenti non avrebbe potuto "dilettarsi" in investigazione, non credete?). Questi elementi creano un certo fascino ed una certa compostezza che conferisce quel ton al romanzo, quel fascino antico e quindi raffinato al tutto.

c. L'amore appassionato e conquistato.
Non so voi, ma quando leggo o voglio leggere un romanzo che sia romantico mi aspetto che sia: tendenzialmente tale, quindi romantico, credibile nel fare ciò, dialoghi preferibilmente brillanti e funzionali alla storia, nonchè affasciante e con quella giusta quantità di tensione passionale che stuzzichi la mia attenzione e renda "piccante" il romanzo.
La Joyce in questo senso è decisamente un'autrice capace quindi anche questa volta non mi ha tradito (evvvvai!!) e devo dire che l'ho molto apprezzata per questo. A me piacciono un mondo le storie dove l'amore è conquistato, perchè così dovrebbe essere, se si ama qualcuno si deve dimostrare di tenere a lei/lui e viceversa il piacere del farsi conquistare dimostra quanto lui/lei tengano a noi, compiacimento ma anche dimostrazione di vero e imperituro interesse ed effettivo sentimento.
In Vittime del Peccato noi conosciamo Francesca ancora in parte innamorata della sua ex fiamma, Rick, che ha dovuto lasciare andare perchè lui preferice a lei la moglie e le figlie adottive; non la troviamo però sola, bensì fidanzata ufficialmente con Hart, che la vuole, la conquista con sentimento e delicatezza, ma soprattutto con decisione e fermezza, stuzzicandola passionalmente, mai volendo andare fino in fondo con lei, essendo un libertino conosce il gioco della conquista e lo sfrutta a suo vantaggio, sapendo che per Francesca, con il cuore almeno, non è ancora così, con lui.

d. La Storia.
Questo romanzo, oltre alla trama mistery ruota proprio intorno alla scelta definitiva di Francesca tra Rick (a cui le cose non vanno affatto bene) che si trova ad affiancare nelle indagini per la ricerca di un serial killer e Hart, l'appassionato e sensuale Hart, che le fa un ritratto di lei nuda da appendersi in camera da letto, che la invita a cena, che la circonda di premure, che la prende da parte durante noiose e lunghissime cene formali solo per ricordare il sapore delle sue labbra e sussurrarle parole dolci.
Io adoooooooro Hart, io amo quest'uomo, vorrei conoscerlo, essere Francesca per poter essere l'oggetto del suo interesse e lo amo ancora più per come agisce e come dimostra con concretezza e premura Francesca.

Elementi (apparentemente) a sfavore.
Come vi ho accennato prima la lunghezza della serie e il fatto che questo romanzo sia il settimo dei nove di cui si compone la serie potrebbe essere elementi scoraggianti alla sua lettura. Ma sarebbe un peccato perchè così in concreto non è. Volete vedere che vi convinco del contrario?
Si, perchè il settimo è l'unico, anche a detta della Joyce, che può essere tranquillamente letto indipendentemente da gli altri in quanto vengono ripresi tutti gli avvenimenti dei libri precendeti, con precisazioni, specificazioni che non rimangono pensati nella narrazione ed al contempo ci permettono di venire a conoscenza di quello che è accaduto nel passato dei protagonisti e degli avvenimenti principali che li riguardano. Inoltre questo romanzo ha una cosa molto importante: un finale. Importante perchè gli altri romanzi precedenti invece lasciano la storia un pò in sospeso. Certo alcuni elementi secondari, come alcuni avvenimenti riguardanti Rick, sono lasciati in sospeso, ma nulla di inintuitibile. Si lo so, in parte scoccia leggere il settimo di una serie, ma qui non sentirete il bisogno incessate di leggere gli altri, approfittatene, una delle rare volte direi...

La prova del nove? Io non avevo mai letto alcuno di questi romanzi della serie riguardante Francesca Cahill, nemmeno in lingua, per cui non conoscevo nulla della serie. Posso dirvi che ovviamente si percepisce di giungere in un certo senso, nel mezzo di una storia già incominciata, ma proprio per il fatto che siano ripresi gli avvenimenti principali e che la narrazione della Joyce aiuti il lettore è facilissimo seguirla, infatti non lo avessi saputo non mi sarei accorta del fatto che il romanzo faccesse parte di una serie!! Provare per credere.

Consigliato? Assolutamente SIIIII!!!!!!! Se amate il romance non potete perderlo, troooppo carino! E poi non leggere di un protagonista maschile così ben delineato e così affascinante come Hart  e un vero delitto (ma come sono spiritosa oggi)!


Brenda Joyce Autrice americana molto prolifica e leader indiscussa della Historical Fiction. Vittime del peccato fa parte della fortunata serie dedicata all'investigatrice Francesca Cahill, donna bellissima e indipendente.

Recensione: "Il Signore della Vendetta" di Lara Adrian

martedì 30 ottobre 2012

Ed eccovi la recensione del romanzo che da pochi giorni potete trovare in libreria della Adrian grazie alla Leggereditore. Buona Lettura!!


 





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Il signore della vendetta
di Lara Adrian
Pagine 352 
Prezzo  10 €
Leggereditore
  dal 31 ottobre 2012
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La Storia.
 Gunnar
C'era una volta ... un ragazzino di 11 anni - nell'Inghilterra del Medioevo - che si trovò nella sfortunata condizione di subire enormi e profonde ingiustizie da parte del destino e dagli uomini (in particolare da un prepotente Barone). Questi due elementi congiurando contro il ragazzino senza macchia e senza colpa - reso infelice, solo, rabbioso dagli eventi irreversibili - si trovò con un solo ed unico scopo nella vita: la vendetta contro il malvagio e spietato Barone D’Bussy
Crescendo, il ragazzno rachitico, solo, indifeso e arrabbiato diventa un uomo forte, deciso, valoroso, con un proprio codice morale ed etico molto personale. L'uomo che Gunnar è diventato non ha però dimenticato i torti subiti nel passato, non ha dimenticato la morte ingiusta del padre ad un torneo falsato a causa di D’Bussy, e quella della madre, uccisa per mano del Barone per semplice ripicca, senza motivo, come se fosse una donna senza importanza, senza valore.
Ed allora Gunnar fa l'unica cosa che sensato fare: torna dove tutto è cominciato e vuole ottenere vendetta, per ciò che è stato e che deve essere rimesso in pari...
 Raina
C'era una volta ... una ragazza nobile, bellissima, profondamente buona e disponibile con tutti, ma vissuta tra gli agi di una corte bonria e fedele ed un padre particolarmenti protettivo ed indulgente nei suoi confronti.  La ragazza cresce senza una madre, e questo le manca molto, ma il padre, (il summenzinato) Barone D’Bussy, le concede tutto: denaro, vestiti, volontà, posizione. Non le manca nulla, ma il futuro non le sorride splendente comunque, perchè sa che dovrà sposarsi, sa che il torneo annuale indetto dal padre sarà un primo vaglio per capire i pretendenti alla sua mano, perchè bene o male quello è il suo destino: sposarsi. La ragazza non conosce un mondo che non inizi e finisca con il suo, non conosce torto, non conosce timore o limite, ma è venuto il momento di tracciarli, e ovviamente ci penserà il destino...

Ecco dunque un torneo che farà del "C'era una volta" un punto di svolta e un incontro/scontro l'inizio di una storia che è anche una favola, ma sprattutto un romanzo di formazione di due personaggio totalmente diversi, che proprio nelle differeze troveranno se stessi e qualcosa da condividere... magari per sempre.


Le considerazioni.
M a-c h e-c a r i n o! Ecco quello che ho pensato appena ho chiuso il romanzo. Posto che siamo di fronte ad un romanzo romantico, il cui scopo e far diventare gli occhi delle lettrici a forma di cuore ...<3♥♥ <3rinsavendo dalla vita quotidiana e tornare - finalmente a sognare - devo dire ho apprezzato parecchio sia la storia in se stessa, che lo stile della Adrian nell'ambietazione storico - romantica invece che quello tipico paranormale; anche se segue un determinato canovaccio, inutile dire non particolarmente innovativo, dell'incontro - innamoramento - ostacolo - superamento dell'ostacolo ed infine l'epilogo ... che vi devo dire... mi è piaciuto! Veramente mooooooooolto carino!

Però'

Va bene, non è p e r f e t t o, percepibile qualche volta la sensazione di un leggero declino; talvolta infatti risente di taluni cedimenti strutturali - direi fisiologici in un'opera prima - ma sono assolutamente sincera quando dico che quello che pecca in tecnica narrativa la Adrian lo compensa più che lodevolmente in entusiasmo regalandoci scene che sono non solo c a r i n i s s i m e, ma anche tenere, dolci e molto coinvolgenti.

Le scene a cui mi riferisco sono particolarmente piacevoli in quanto nascono in modo molto spontaneo, sono percepibilmente sincere e naturali  e ciò regala dei momenti che sono vissuti pienamente e romanticamente dai personaggi ... indirettamente questo fa si che il lettore - e la sottoscritta lettrice inclusa - si stampi un sorriso ebete e trasognato, nonchè a 32 denti, in faccia !
Come dicevo prima, proprio grazie a queste pennellate particolarmente "sentimentali" della trama permettono di dimenticarci di qualche sbavatura a livello di costruzione letterale ed anche storica (come il "tu" che si danno Gunnar e Raina, soprattutto considerata l'epoca ...no, non era proprio possibile).

Inoltre la Adrian fa una cosa che non ci si aspetta propriamente in questa tipologia di romanzi: anticipa il colpo di scena che invece ci si aspetterebbe alla fine, smascherando già dalle prime battute le intenzione dell'eroe all'antieroe (il padre di lei e causa di tutti i mali indotti al nostro eroe) con spavalderia, incoscenza e anche stupore da parte mia, confesso! Non me lo aspettavo accaddesse così presto, ma proprio questi piccoli artifici ideati dalla Adrian per "smuovere" la storia funzionano, permettono di seguire la storia con più entusiasmo, la narrazione acquista valore ed entusiasmo e soprattutto velocità, rendendolo molto bilanciato in tutti i suoi elementi: storia, interesse e struttura.

Per quanto concerne i personaggi devo dire che mi sono piaciuti entrambi, hanno una propria personalità decisa, ben delineata e accattivanete da seguire: si vuole vedere come agiranno, le pagine corrono veloci, il lettore muove verso nuovi orizzonti sentimentali, alla ricerca delle decisioni dell'uno e dell'altro, di batture dolci, di baci appassionati e il lieto fine che la Adrian ci fa anelare disperatamente per due personaggi che compiono un lungo viaggio interiore - singolarmente - ma anche insieme in cerca di a quello che sono a prescindere dal passato (per quanto crudele e brutale).

In ultimo devo dire che ho apprezzo moltissimo l'ambientazione, sia per quanto riguarda la scelta del periodo in se stesso, che per quanto concerne i dettagli introdotti qua e la nella storia - ma senza appesantirla - come i tornei, le lotte di potere, l'esistenza di Baroni; ma anche la contrapposizione a questi ultimi con la trasposizione sincera e genuina della vita delle persone più semplici all'epoca e l'introduzione e la valorizzazione di personaggi secondari per cui si prova un'immediata empartia: le domestiche in primis.


Consigliato? Si. E' una lettura mooolto soddisfacente, che consiglio a chi conosce la Adrian perchè ne ritroveranno l'autrice in una versione molto romantica, in una storia intensa e coinvolgente; ma anche a coloro che non l'hanno mai letta perchè conosceranno una scrittruce decisamente capace in un romanzo che è sentimentalmente molto intensa e che rileggerete per puro piacere di rivivere la storia!! Assicurato.

Solo per voi ... Lara Adrian racconta il Suo "Signore della vendetta"!

lunedì 29 ottobre 2012




Carissimi lettori e lettrici oggi sono onoratissima di presentarvi un'intervista esclusiva che la Signora del paranormal ha rilasciato appositamente per il Bostonian Library in riferimento al suo libro storico - romantico 
"Il Signore della Vendetta".
cover originale "Il Signore della Vendetta"
Conosciamo infatti la Adrian soprattuto per i suoi romanzi prettamente paranormali, con personaggi moderni (e preferibilmente vampiri!) che ci regala in ogni nuovo e avventurosissimo capitolo della sua famosissima serie Midnight Breed, ma all'inizio della sua carriera, quando non era ancora la Lara Adrian che oggi riconosciamo immendiatamente in libreria (e le appassionate/i di parnormal - urban fantasy sanno perfettamente ciò a cui mi riferisco) ha scritto un paio di romanzi storici. 
Il perchè e il percome circa la scelta di scriverli e un prezioso commento circa d'introduzione ai suoi  personaggi sono proprio alla base dell'intervista che vi lascio leggere di seguito. 
Ah ... diementicavo, se amate la Adrian e siete curiose/i circa il suo nuovo romanzo in uscita ad ottobre per la Leggereditore (il 26 precisamente) state allerta e passate da queste parti domani ...

Lara Adrian


E' un onore averLa qui sul "Bostonian Library", quindi La ringrazio moltissimo per esserci!
Ciao! Ti ringrazio moltissimo per avermi invitato a far parte del tuo blog oggi. E' assolutamente mio il piacere!
1. La prima domanda che mi viene spontano farLe sul romanzo "Il Signore della vendetta" - che alla fine di ottobre sarà pubblicato qui in Italia da Leggereditore - è: perché scrivere un romanzo storico? Viene più da un bisogno letterario o è un'idea, un'ispirazione acquisita nel tempo?

LORD OF VENGEANCE è in realtà il primo libro che ho scritto, prima di quel momento stavo imparando a scrivere e come raccontare una storia interessante. Ero inedita, in quel momento, e avevo iniziato a scrivere una storia ambientata negli Stati Uniti durante la nostra guerra civile (1860). Ma poi accadde qualcosa di strano. Stavo ascoltando “New Year’s Day” degli U2 (adoro quella canzone) e all'improvviso ho avuto questa idea di un ragazzo in fuga da un gruppo di cavalieri a cavallo a cui era appena stato bruciato il castello della sua famiglia e del villaggio. Da quel piccolo pezzo d'idea è nato Gunnar Rutledge  e la sua storia con la figlia del suo nemico, Raina, cominciò.
2. Le andrebbe di introdurre e presentare ai lettori italiani il personaggio maschile, Gunnar Rutledge e poi il personaggio femminile, Raina? Cosa Le  piace di più di uno e dell'altra?
     Gunnar è il mio genere preferito di eroe. E oscuro, pericoloso, molto alfa, un leader nato. Ed è anche emotivamente danneggiato, lascia che la sua risoluta determinazione detti il corso della sua vita. Ma è anche molto onorevole, e ciò lo pone in conflitto con il suo bisogno di vendetta. E 'complicato e potente - lo stesso tipo di eroe che si trova nei miei libri della Midnight Breed, ma senza le zanne!
     Raina è una giovane eroina che è stata protetta per la maggior parte della sua vita. Crede di essere scaltra e saggia, ma a causa del modo in cui è stata cresciuta (e anche la sua posizione) da suo padre, finisce per veder strappato il suo paraocchi quando incontra Gunnar. 
Lei pensa che sia un cattivo ragazzo, quando in realtà è un uomo molto buono. E 'costretta ad affrontare una dura realtà e creare le proprie idee sulla verità e l'onore e tutte le cose che contano. La cosa che amo di più di questo tipo di storia è che obbliga un personaggio a mettere in discussione ciò che lei (o lui) è stato portato a credere e il valore nella loro vita, ed invece forgiare la propria strada in base alle cose che hanno imparato lungo il cammino.
3. Perché ha deciso di ambientare il romanzo nel 1100, in Inghilterra? Un caso o ti piace molto questo secolo?




Ho scelto questo periodo proprio perché volevo che il libro fosse ambientato in un momento in cui si potessero incontrare i Baroni, come il padre di Raina, che potevano fare quello che volevano a loro piacimento, con piccole ramificazioni da parte del re. C'era un sacco di illegalità e disordini durante il regno di Re Stephen in Inghilterra, il che lo ha reso il periodo ideale per questa storia.
4. In U.S.A., questo romanzo è stato molto apprezzato. È sbagliato sperare che - forse - vedremo più romanzi storici provenire dalla Sua penna?

Come ho già detto "Il Signore della vendetta" è stato il primo libro che io abbia mai scritto. Prima ho iniziato a scrivere la serie Midnight Breed, ho scritto un totale di 7 romanzi storici e storici paranormali ambientati nel Medioevo. Ho ripubblicato tutti questi romanzi negli Stati Uniti negli ultimi mesi, e il mio editore tedesco sta attualmente ripubblicandoli anche là. Spero potranno godere di questi altri libri anche i miei lettori in Italia !


5. Si può togliere una curiosità? Preferisce scrivere romanzi storici o paranormali?

Oh, mi piace scrivere * tutto *! La mia immaginazione ama giocare in molti periodi e generi diversi. Ho amato scrivere acnhe alcune storie di suspense e thriller romantico ad un certo punto.
Penso che un' ambientazione moderna come la mia serie Midnight Breed sia probabilmente dove mi trovo personalmente più a mio agio, ma mi piace lasciare vagare la mia immaginazione ovunque essa mi conduca. Questo è ciò che rende il mio lavoro molto più divertente!

Ringrazio moltissimo Lara Adrian per il tempo dedicatomi
non vedo l'ora di leggere i Suoi prossimi romanzi,
ma nel frattempo La ringrazio molto per
la Sua gentilezza e disponibilità!
Lara Adrian da piccola dormiva con le coperte tirate sopra la testa. Temeva che un vampiro assetato di sangue la scegliesse come sua prossima vittima. Più avanti, sotto l'influsso di Bram Stoker e Anne Rice, ha dovuto ripensare alla sua paura, perché forse non era la paura a farla tremare, ma il desiderio di immergersi in un mondo oscuro, di vivere un sogno pericoloso e sensuale al fianco di un uomo seducente e dai poteri sovrannaturali. È questo insieme di paura e desiderio che stimola giorno dopo giorno la fantasia di Lara, ed è anche l'ingrediente principale della sua fortunata serie "La stirpe di mezzanotte".
Lara Adrian vanta una genealogia che risale alla Mayflower e alla corte di Enrico VIII. Attualmente vive con il marito sulla costa del New England.
La serie "La stirpe di mezzanotte" è arrivata negli USA al 12° titolo, 13 nel 2013. Ogni nuovo volume ha scalato le classifiche del New York Times, per un totale di 2 milioni di copie vendute.
La serie è stata inoltre pubblicata con grande successo in 16 Paesi, fra i quali la Germania, dove i suoi titoli sono apparsi al numero 1 nelle principali classifiche di bestseller.
In Italia, Leggereditore ha pubblicato i primi 9 titoli: Il bacio di mezzanotte, Il bacio cremisi, Il bacio perduto, Il bacio del risveglio, Il bacio svelato, Il bacio eterno, Il bacio del risveglio, Il bacio oscuro, Il bacio di fuoco, Il bacio immortale.
 


Original interview.

Lord of Vengeance
cover originale de "Il Signore della vendetta"

Is an honor to have you here on "Bostonian Library", so thank you very very much for being here!
Hello! Thank you very much for inviting me to be part of your blog today. It’s absolutely my pleasure! 
1. The first question that comes naturally to me about the novel "The Lord of vengeance" - which in the end of October will be published here in Italy by Leggereditore - is: why write a historical novel? Comes more from a literary need or is an idea, an inspiration gained over time?

LORD OF VENGEANCE is actually the very first book I ever wrote, back at a time when I was teaching myself how to write and how to tell an interesting story. I was unpublished at the time, and I had originally started writing a story set in the United States during our Civil War (1860s). But then something strange happened. 
I was listening to “New Year’s Day” by U2 (I love that song) and I suddenly had this idea of a young boy running away from a bunch of knights on horseback who had just burned down his family’s castle and village. From that one small piece of an idea, Gunnar Rutledge was born and his story with his enemy’s daughter Raina began.
2. Would you care to introduce and present to the Italian readers the male character , Gunnar Rutledge and than the female character, Raina? What do you like most of the one and the other?
Gunnar is my favorite kind of hero. He’s dark, dangerous, very alpha, a born leader. And he’s also emotionally damaged and lets his single-minded determination dictate his life’s journey. But he is also extremely honorable, which puts him in conflict with his need for vengeance. He’s complicated and powerful – the same type of hero you find in my Midnight Breed books, but without the fangs! J

Raina is a young heroine who was sheltered most of her life. She thinks she’s worldly and wise, but because of the way she’s been raised (and lied to) by her father, she ends up getting her blinders torn off when she meets Gunnar. She thinks he’s a bad guy, when in fact he’s a very good man. 
She’s forced to face a harsh reality and form her own ideas about truth and honor and things that matter. The thing I love most about this kind of story is that it forces a character to question what she (or he) has been led to believe and value in their life, and instead forge their own way based on things they learn along the way.
3. Why did you decide to set the novel in 1100s , in England? Accident or do you like very much this century?
I chose this period in time specifically because I wanted the book to be set during a time when barons like Raina’s father could do what they pleased with little ramifications from the king. There was a lot of lawlessness and unrest during the reign of King Stephen in England, and that made it the ideal timeframe for this story.
4. In U.s.a., this novel was much appreciated. Is it wrong to hope that - maybe - we will see more historical novels come from your pen?
As I mentioned, LORD OF VENGEANCE was the first book I ever wrote. Before I began writing the Midnight Breed series, I wrote a total of 7 historical and historical paranormal romances set in the middle ages. I’ve republished them all in the US in recent months, and my German publisher is currently releasing them over there as well. I hope my readers in Italy will enjoy these other books too!
5. Can you relieve a curiosity of mine? Do you prefer write historical or paranormal romances?
Oh, I love to write *everything*! My imagination loves to play in many different time periods and genres. I’d even love to write some romantic suspense stories and thrillers at some point. I think a contemporary setting like my Midnight Breed series is probably where I’m most comfortable personally, but I like to let my imagination wander wherever it leads. That’s what makes my job so much fun!

Ringrazio moltissimo Lara Adrian per il tempo dedicatomi
non vedo l'ora di leggere i Suoi prossimi romanzi,
ma nel frattempo La ringrazio molto per
la Sua gentilezza e disponibilità!

Recensione: "Quando l'Usignolo" di Annarita Verzola.

domenica 28 ottobre 2012

Oggi ho pensato di riportarvi indietro nel tempo, ad uno stile ed una trama che non si usano più molto, ma credo molte/i appassionati di libri, lo gradiranno moltissimo.

Quando l'usignolo 





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Quando l'usignolo
di Annarita Verzola
pagine 209
prezzo 12€
Edizioni Fili d'Acquilone
già disponibile
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Un peccato di gioventù che avvelena l'esistenza di chi l'ha commesso. Un amore fraterno più forte di ogni altro legame e che gli adulti vogliono contrastare in nome di un vecchio segreto. Le vite di tre ragazzini s'incontrano e s'intrecciano negli anni delle Crociate, tra gli insegnamenti di un saggio tutore e di un abile maestro d'armi, tra slanci di generosità e meschine ripicche, fra i tormenti della gelosia e le lusinghe dell'amore.

Il primo capitolo:



La storia vista da me.
La storia si sviluppa nel periodo che va dalla metà del 1200 alla metà del 1300 circa ed è la storia di 3 ragazzi, 2 ragazzi e una ragazza: Jacopo, Vieri e Viviana.
La storia di per sè è una storia semplice, che segue la vita dei tre protagonisti - che ho menzionato prima - per buona parte della loro vita, in particolare quella dall' adolescenza all'età adulta. 
Ora, non è tanto un libro per adolescenti, quanto piuttosto sull'adolescenza e quello che ha comportato viverla in un certo periodo storico in particolare, quello del Medioevo, che diventa ancora più affascinante per la storia personale dei protagonisti che viene intrecciata all'ambito storico dalla Verzola. 

Il romanzo, che è bilanciatissimo - sia come lunghezza di pagine che di avvenimenti, rivelazione di segreti, caratterizzazione dei personaggi, utilizzo dei dialoghi - svela una mano a mano una storia classica, dove troviamo un fratellastro adottivo - Jacopo - che fin dall'infanzia non vede nella sorellastra una compagna di giochi, quanto piuttosto una meravigliosa creatura, suo unico e solo oggetto amoroso destinato a perdurare per sempre, anche se non esattamente ricambiato nel modo che lui vorrebbe. A questo rapporto ambivalente, s'incardina poi quello altresì complicato e destinato a creare inquietudini e pene d'amore di Vieri e Viviana, destinati dai rispetivi genitori a sposarsi e creare un solido collegamento tra le famiglie, oltre che vantaggioso. 
Tutte queste pianificazioni e sentimenti devono però venire a patti con qualcosa più grande di loro e delle loro volontà: la guerra, in particolare delle Crociate.
E mentre Vieri e Jacopo diventeranno cavalieri difensori della patria e della religione Viviana dovrà essere educata in convento e preparata a quello che ci si aspetta da una ragazza in quell'epoca: fare un buon matrimonio (quello imposto dal padre preferibilmente!).
Così mentre attende il suo inesorabile e predefinito destino, pensa a quello che vorrebbe, a quello che è stato, a quello che vorrebbe e quello che invece otterrà.
La storia parte quasi in sordina, scandita dal trascorrere degli anni, e dagli accadimenti. Così vediamo l'istruzione dei due ragazzi e della partenza di Viviana per il collegio/convento e proseguiamo la storia in un climax di avvenimenti sempre più importanti e fondamentali, con  decisioni, confessioni, scoperte, segreti e amori confessati e scoperti e condannati.


Le Considerazioni.
Mi è piaciuto? Si. Non ho tentennamento nel confessarlo. La credibilità della storia, dei personaggi e della ricostruzione storica mi hanno veramaente molto colpito e avvolto in una storia dolcemente intensa e profonda. Due principalmente le cose che mi hanno colpito maggiormente di questo romanzo:

a) il linguaggio dell'epoca - anche solamene tra padre e figlio in un dialogo intimo unicamente tra loro - perfettamente riprodotto. Ciò mi ha permesso di calarmi ancor più ed ancor meglio nel periodo storico di riferimento, mi ha riportato comprendere gli usi, ma anche la distanza, nonchè - di conseguenza - le difficoltà e l'integrità delle persone del tempo; ma anche l'estrema diversità tra i personaggi positivi - e quelli decisamente meno - che si incontrano nel romanzo mano a mano che il racconto procede spedito.
b) il perfetto mix che la Verzola ha saputo creare tra interessantissimi momenti storici (senza che questi prevalessero oscurando i personaggi), i personaggi (tutti estremamente curarti e ben delineati) nonchè i dialoghi, sempre funzionali e mai banali o sopra le righe.
Promuovo dunque personalmente questo romanzo e lo consiglio con molto entusiasmo, soprattutto perchè il risultato finale a cui mi ha condotto l'ho trovato ... personalmente edificante
Mi ha portato a riflettere su un momento storico importante, ma lontanissimo - quasi quanto un pallido pensiero - su un'epoca dura, difficile e schiacciante per fatica, guerre e mancanza fondamentalmente di libertà, soprattutto personale e in particolare se si occupava una certa posizione.
La Verzola ha dipinto tutto questo molto capacemente, in modo convincente, pulito,con una narrazione semplice e sempre coerente al periodo e non snaturando mai quest'ultimo in relazione ai personaggi, forzando e piegando la storia ad essi e lo ha fatto riportandomi a quel tempo in diversi, intelligenti e capaci modi.
Inoltre, in special modo rispetto alle trama, mi ha fatto pensare anche a ciò che le scelte ci conducono e al fatto che agli errori può essere posto rimedio, ma solo se si ha il coraggio di mettere da parte per un momento l'orgoglio e il proprio Io.

Consigliato? Si, se amate le stoie in costume, le buonissime ricostruzioni d'epoca, una storia delicata, semplice e raccontata benissimo!


Annarita Verzola (1959) è nata a Vigevano, la città di Eleonora Duse e di Lucio Mastronardi, ma vive a Roma. Lasciata la cattedra da precaria, da alcuni anni lavora di nuovo nella scuola, però dietro una scrivania. Ha pubblicato due testi di narrativa per la scuola secondaria di primo grado: Fiammetta dei dipinti (Liguori, 1993) e Il mistero dell'altopiano (Edizioni Raffaello, 2003). Collabora con brevi storie per bambini alla rivista Fili d'aquilone, cura un blog sulla letteratura per ragazzi, L'angolo di Annarita, e un sito di traduzioni dedicato alla raccolta di fiabe del folklorista scozzese Andrew Lang, Le favole di Lang.

Piccolo omaggio all'inverno e le letture davanti al camino.

sabato 27 ottobre 2012

Probabilmente ve ne sarete accorti ... inizia l'inverno, sul calenderio lo è da pò di settimane, ma concretamente solo da pochi giorni ... quale miglior occasione per leggere in comodità e conforto (magari di cioccolata calda con panna)? E intanto inspiriamo a fondo ...

La pioggia disseta la terra e i cuori malinconici
Bagna la bocca dei poeti.
Stephen Littleword, Piccole Cose


love 


Neve che turbini in alto e avvolgi
le cose di un tacito manto.
neve che cadi dall'alto e noi copri
coprici ancora, all'infinito:
Imbianca
la città con le case,con le chiese,
il porto con le navi,
le distese dei prati.....

  Saba



Quando sono triste indosso la pioggia, perchè possa farmi compagnia; 
per un istante anche il cielo è parte di me.
Stephen Littleword, Aforismi




Quando la sera nevica
ogni suono è ovattato
e il silenzio del mondo
ti giunge inalterato.
E sa,senza guardare,
che deve nevicare nel buio della sera:
Quando la sera nevica
e tu cammini a caso,
senti l'aria che punge
e ti pizzica il naso,
e ti arrossa i ginocchi:
la neve scende a fiocchi
nel buio della sera.

K. Jackson



Non maledire ciò che viene dal cielo. Inclusa la pioggia
Non importa cosa ti precipiti addosso, 
non importa quanto violento il nubifragio o gelida la grandine; 
non rifiutare quello che il cielo ti manda!
Elif Shafak, La bastarda di Istanbul


Il cielo è basso, le nuvole a mezz'aria,
un fiocco di neve vagabondo
fra scavalcare una tettoia o una viottola
non sa decidersi.
Un vento meschino tutto il giorno si lagna
di come qualcuno l'ha trattato;
la natura, come noi, si lascia talvolta sorprendere
senza il suo diadema.

E. Dickinson




Senza un temporale di tanto in tanto, 
come faremmo ad apprezzare i giorni di sole?
Kevin Alan Milne, Il gusto segreto del cioccolato amaro


snow
 Tu dici che 
ami la pioggia, 
ma quando piove
 apri l’ombrello. 
Tu dici che 
ami il sole,
ma quando splende 
cerchi l’ombra.
Tu dici che
 ami il vento, 
ma quando 
tira chiudi 
la porta. 
Per questo ho paura
 quando dici 
che mi ami.

William 
Shakespeare




Del mondo la più tacita creatura,
quando scende leggiera nell'aria,
spegne i tuoi passi
e soffoca le voci
troppo sonore.
Del mondo la più limpida creatura,
molle piuma di cigno,
dal bianco cielo placida discende.
Sul tuo palmo una falda
 è una rorida stilla di pianto.
Bianchi pensieri silenziosi danzano.
Al mondo nulla più di lei consola.
Taci e ascolti, finché il silenzio suona.
Così
soave nota,
nota d'argentea squilla,
nel profondo del cuore ti risuona.

Helge Rode


Winter winter wonderland 

Alcuni dicono che la pioggia è brutta, ma non sanno che 
permette di girare a testa alta con il viso coperto dalle lacrime.
Jim Morrison




 E un mattino
appena alzati, pieni di sonno,
ignari ancora,
d'improvviso aperta la porta,
meravigliati la calpestammo:
Posava, alta e pulita
in tutta la sua tenera semplicità.
Era
timidamente festosa
era
fittissimamente di sé sicura.
Giacque
in terra
sui tetti
e stupì tutti
con la sua bianchezza.

E. Evtusenko


Cadrà dolce la pioggia 
e si diffonderà il profumo della terra,
le rondini voleranno in cerchio stridendo;
canteranno le rane negli stagni a notte alta,
e i pruni selvatici biancheggeranno tremuli;
i pettirossi si vestiranno di penne di fuoco,
fischiando le loro ariette sugli steccati;
e nessuno saprà della guerra, nessuno
si curerà infine quando tutto sarà compiuto,
né albero, né uccello
farà caso all’umanità morente;
e la stessa primavera, quando si leva all’alba
appena s’accorgerà che ce ne siamo andati.

Sara Teasdale

 



Il cielo sa 
che non dovremmo 
mai vergognarci 
delle nostre lacrime
 perché sono pioggia
 sulla polvere accecante 
della terra che
 ricopre i nostri  
cuori induriti.

Charles Dickens
Grandi Speranze






 I fiori sono poesie scritte con la pioggia, 
dediche del cielo alla terra.
Stephen Littleword, Piccole cose





cozy