Recensione"VAMPIRE MOON. A.A.A. VAMPIRI OFFRESI" di J.R. Rain

sabato 30 giugno 2012

Miglior romanzo sui vampiri
Miglior romanzo romantico con suspense
Miglior romanzo fantasy


 



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Vampire Moon
A.A.A. Vampiri Offresi
di J.R.Rain
Pagine 272 
prezzo 9.90 €
dal 27 giugno 2012
Giunti
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Serie "Vampire for Hire" è così composta:

1. Moon Dance - Moon Dance. A.A.A. Vampiri Offresi
2. Vampire Moon, 2010 - Vampire Moon. A.A.A. Vampiri Offresi
3. American Vampire
4. Moon Child
5. Vampire Dawn
6. Vampire Games
7. Moon Island
C’è sempre troppa luce per Samantha Moon, mamma-detective con gli occhiali scuri. Da quando è stata morsa da un vampiro e trasformata in una creatura della notte, ha dovuto dire addio al suo matrimonio, alla deliziosa villetta con giardino, e soprattutto ai suoi magnifici bambini. Ora vive in una desolata stanza d’albergo con i vetri rigorosamente oscurati, e due obiettivi da raggiungere, costi quel che costi: spedire in galera (o all’altro mondo, dipende) i farabutti che si aggirano per la città, e sfruttare il suo sesto senso sempre più affinato per mettere con le spalle al muro quel vigliacco del suo ex marito e riprendersi i figli. Ma la posta in gioco si fa sempre più alta, il lavoro minaccia la sua vita privata e Sam rischia di mandare all’aria anche la tenera (si fa per dire) storia d’amore con Kingsley, il suo misterioso – e spaventoso! – cavaliere. E inoltre, chi si nasconde dietro Zanna, il fedele amico con cui chatta tutte le notti e che conosce i suoi segreti più inconfessabili? E perché all’improvviso Zanna non si accontenta più di scriverle, ma insiste per incontrarla di persona?
Tenace fino allo stremo, romantica malgrado le apparenze, comica senza volerlo, Samantha Moon è la mamma vampira più irresistibile che si sia mai incontrata nelle pagine di un libro.
 Trama del primo romanzo della serie:

1cop moondance esec 


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Moon Dance. 
A.A.A. Vampiri Offresi
di J.R.Rain
pagine 272
prezzo € 15,00
Giunti A
già disponibile

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Acclamato in rete come miglior romanzo sui vampiri. Moon Dance è una detective story esilarante e travolgente. E questo è solo l'inizio.
Moglie, madre, investigatrice privata e... vampiro. Fino a sei anni fa, l’agente federale Samantha Moon era la perfetta mamma moderna con una monovolume parcheggiata davanti a casa. Ma un giorno qualcosa di incredibile ha stravolto la sua vita. Adesso non sopporta la luce del sole, è costretta a indossare occhiali scuri iperfascianti, dormirebbe tutto il giorno mentre di notte è vispa, affamata e fredda come un rettile. Per tutti soffre di una rara malattia della pelle, ma la verità è ben altra. E ora, nella sua nuova attività di investigatrice privata, è alle prese con un caso alquanto intrigante: chi ha tentato di uccidere con cinque colpi in testa Kingsley Fulcrum, l’aitante cliente a cui di tanto in tanto, soprattutto con la luna piena, sfugge un latrato?
Tra un marito impietrito dalla sua repellente metamorfosi e un cyber amico a cui ha confidato tutti – ma proprio tutti – i suoi segreti, l’unica speranza per Samantha Moon di tornare alla normalità è un misterioso medaglione dai poteri magici.
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Tempo d'estate, di sole e di mare, di letture leggere (anzi leggerissime!) che facciano sparire per qualche settimana gli affanni, la crisi, e perchè no il mondo a volte poco indulgente che ci circonda quotidianamente. Ho pensato perciò di proporvi una lettura molto leggera, carina, spumeggiante e assolutamente senza pensieri a tema vampirico, di cui non parlavo da un pochino di tempo.

Partendo da questa premessa devo inoltre dirvi che ho letto - circa 6 o 7 mesi - fa il primo romanzo di questa serie che si compone di romanzi, per ora arrivati a 5, dedicati tutti ad una vampira che, sposata e madre di due figli, si trova ad occuparsi, oltre che di lavatrici, figli adolescenti e problemi coniugali, di guai/indagini, attinenti il paranormale, in cui si trova invischiata a causa del suo lavora da investigatrice.

La Storia del Primo e 
 del Secondo Romanzo.
Nel primo romanzo avevamo avuto modo di conoscere per benino la protagonista ironica e spassosa: Samantha Moon
Dovete sapere che Sam non è nata vampira e non lo è certo diventata volontariamente, anzi, a seguito di un'aggressione di cui ricorda pochissimo si è risvegliata con grossi problemi di luce, sangue e pelle bianca e gelata. Non ama quello che è o quello che è diventata, si considera un mostro, tuttavia nemmeno si odia, per questo si prende per quelle che è divenuta e cerca di far funzionare famiglia e lavoro come se nulla fose successo; ma la sua condizione la porta volente o nolente a grossi cambiamenti che non vuole e non è pronta ad accettare all'inizio del romanzo, ma che già da metà del primo volume dovrà affrontare e risolvere obbligatoramente ... anche se questo le spezzerà il cuore. 
Infatti  sebbene Sam sia disposta - con immenso sacrificio - a far funzionare come un tempo la sua famiglia e il rapporto con i figli ed il marito, è sopprattutto con quest'ultimo che le cose incominceranno ad incrinarsi, perhè egli non la vede più come la dolce Sam, mogliettina adorata e mortale ma come Sam la vampira-mostro che potrebbe (sottovalutando la sua natura) far del male anche involontariamente a lui e ai bambini. (da qui in poi spoiler!)Sarà con la separazione e la perdita dei bambini, affidati al padre, che lasceremo Sam in questo primo volume, ma non tutto sarà perduto, sentimentalmente, per lei. (fine spoiler) Un personaggio molto strano, affascinante e con un enorme segreto infatti, assolderà Sam per scoprire chi ha tentato di ucciderlo ed allora le cose la trascineranno ad un punto di non ritorno,  sia dal punto professionale, che sentimentale, e lei dovrà prendere decisioni ... definitive.

Timecrime programma un'estate in giallo ...

venerdì 29 giugno 2012

Esordio noir teso e denso, forte di una bellissima contestualizzazione in cui l’acqua, il fiume, le correnti sono così presenti da condividere con Sonia a Jez il ruolo di protagonista. 
La storia, narrata in prima persona da Sonia, la protagonista, fa sì che il lettore viva dall’interno i dissidi, le contraddizioni, i sogni, i ricordi di questa donna che, nella sua follia, è così disperatamente “normale”, così simile alla moltitudine di mogli e madri sospese tra la quotidianità di un’esistenza apparentemente senza scossoni e gli urti di una frustrazione sempre latente che qui, d’un tratto, diventa tanto urgente da cancellare ogni cosa, famiglia, affetti, equilibrio mentale. Di più: il contesto più ampio che ruota intorno alla protagonista è una camera d’echi di tutto quello che sostanzia, da sempre, il dolore “clandestino” delle donne: un dolore fatto di tutto e niente, di vite spese in riti sempre uguali, di incomunicabilità mai risolte affogate in piccole e grandi sbornie solitarie, di figli e mariti e amici sempre presenti e mai realmente conosciuti.








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La casa sul fiume
di Penny Hancock
pagine 368
prezzo 10 euro
Timecrime
già disponibile
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Greenwich, Londra. In un freddo pomeriggio di febbraio Sonia, 43 anni, apre la porta di casa (una vecchia, splendida magione che si affaccia sul Tamigi e che lei ama definire, da sempre, “the River House”) e lasciando entrare Jez, 15 anni, amico del figlio e nipote di una sua cara amica. Il ragazzo viene per un motivo qualsiasi (vorrebbe vedere un raro disco di vinile del marito di Sonia, Greg, che al momento non è in casa), ha intenzione di restare in casa una mezzora o poco più. Non ne uscirà più. Con una progressione geometrica, un passo dopo l’altro, senza che ci sia nulla di prestabilito, Sonia inizia a far sì che il momento in cui il ragazzo lascerà the River House venga via via rimandato: inizialmente è una piccola sbornia innocente che si prendono insieme, poi diverrà una pratica quotidiana fatta di sonniferi sciolti nelle bevande, di una lunga reclusione nel garage (evidentemente, semi abbandonato) nel cortile antistante, di legacci che tengono Jez stretto alla spalliera del letto. Il ragazzo non sa cosa pensare: Sonia nutre per lui un’attrazione fisica che è ha una forte componente materna; sostiene di volerlo proteggere, lo coccola, lo nutre con delizie sempre nuove, continua ad affermare che presto lo lascerà andare, che il tutto è una specie di gioco a termine. Il ragazzo non ha tuttavia alcuna voglia di partecipare: ma non ha scelta, Sonia ha fatto sparire il suo cellulare, lui non ha modo di contattare nessuno, quando il marito e il figlio della donna sono in casa si ritrova recluso nel freddo e nel buio del garage. Si ammala, rischia di morire; poi, grazie alle amorevoli (ma ossessive, asfissianti) cure della protagonista, il suo stato di salute migliorerà. Nel frattempo, le indagini sulla scomparsa del ragazza si serrano in cerchio intorno alla River House: ma sarà Helen, la zia di Jez, la sola a pagare per una verità che la donna non ha ancora messo a fuoco. Un giorno va a trovare Sonia e trova una t-shirt del ragazzo, realizza cosa sta accadendo, e paga con la vita. Sonia uccide Helen, e ne fa scomparire il corpo tra le gelide correnti del fiume (un fiume che conosce bene, che è stato il leitmotiv della sua infanzia lì, in quella casa che si affaccia sull’argine); ma le indagini continuano, e il cerchio si fa ancora più serrato.

Penny Hancock, logopedista in una scuola elementare di Londra, vive a Cambridge con il marito e i tre figli. La casa sul fiume, suo romanzo d’esordio, verrà tradotto in dieci paesi; i diritti cinematografici e televisivi sono stati acquisiti dalla Festival Films.

«La sola cosa che conta, la sola cosa che vale la pena raccontare, 
è l’interiorità dei personaggi, cosa accade sotto la superficie. 
Scrivere è un’immersione nel profondo: niente di più e niente di meno.» 
Penny Hancock
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Una trilogia di hardboiled brutali e irriverenti per tre scalcagnati,
indimenticabili antieroi:
Zeltserman si è guadagnato, di diritto,
un posto d’onore nel sanguinoso Pantheon del crime.
 








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La trilogia nera
di Dave Zeltserman
pagine 832
prezzo 12 euro
Timecrime
già disponibile
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Contea di Bradley, Vermont. L’ex poliziotto Joe Denton ha appena finito di scontare sette anni per il tentato omicidio del procuratore distrettuale. Si illude di aver chiuso con il passato, con la violenza, la droga e le scommesse: ma un crimine di quel genere è impossibile da dimenticare. Kyle Nevin è invece un “bravo ragazzo”, gestisce gli affari nei quartieri a sud di Boston. Ammazza solo se costretto, non pesta i piedi a nessuno: eppure Red Mahoney, il suo boss, lo vende all’FBI. Quando Nevin esce di galera ha quindi una sola cosa in mente: fare a pezzi Red. Per racimolare qualche dollaro organizza un rapimento, ma niente va come dovrebbe…

Nè la fortuna sorride a Leonard March, sgherro “storico” del mafioso Sal Lombard. Quando dopo quattordici anni le porte del carcere gli si aprono davanti, per mettere insieme due pasti caldi al giorno si ritrova a pulire gabinetti. Non sarebbe poi così male, per uno che ha sessantadue anni e ventotto omicidi sulla coscienza: ma si ci si può reinventare una vita “normale” quando là fuori tutti vogliono la tua testa?

Dave Zeltserman è nato a Boston nel 1959. Laureato in matematica, ha lavorato per venticinque anni nello sviluppo di software per grandi aziende di comunicazione. Nel 2004, in seguito alla pubblicazione del suo primo romanzo, Fast Lane, ha deciso di dedicarsi alla crime fiction e alla pratica del kung fu. Per Fanucci Editore ha pubblicato Piccoli crimini (2010), con cui si apre la pluripremiata trilogia del “bastardo uscito di prigione” di cui La vera storia di Kyle Nevin costituisce il secondo volume e Killer il terzo.

«Ho deciso di raccontare le imprese dei miei “bastardi usciti di prigione”
in prima persona perché sono tutti e tre totalmente inaffidabili. 
Se non li avessi fatti parlare con la propria voce ci 
avrebbero raccontato solo un mucchio di balle.» 
Dave Zeltserman 
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L’ermellino di porpora, opera prima, è stato coronato
dal Prix du Quai des Orfèvres 2012.







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L’ermellino di porpora
di Pierre Borromée
pagine 272
prezzo 10 euro
Timecrime
già disponibile
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Villecomte, Borgogna. Il cadavere di una giovane donna, Juliette Robin, affonda tra le lenzuola insanguinate del proprio letto: il ventre è stato squarciato, decine di colpi di martello le sono stati inflitti sul viso. I sospetti cadono inizialmente sul marito, Pierre Robin, un avvocato piuttosto rinomato nella regione. C’è un elemento inspiegabile che aggrava la posizione dell’uomo: incredibilmente, dopo cinque anni di matrimonio, la vittima era ancora vergine. Polizia e tribunale sono costretti a collaborare, in un ginepraio di scontri e veleni, per tentare di scoprire il colpevole. Il procuratore incarica dell’inchiesta il commissario Baudry, un poliziotto all’antica, ruvido e scaltro, che inizia a indagare nella vita della coppia. Le piste, nel frattempo, si moltiplicano: sette anni prima è stato compiuto un altro terribile omicidio, il cadavere mutilato di una quindicenne è stato ritrovato nei pressi di un paese vicino. I due crimini portano forse la stessa firma, e l’assassino potrebbe colpire di nuovo…
L’autore scrive sotto pseudonimo, ed è un avvocato di quarant’anni che vive e lavora nella provincia francese. La scrittura misurata e solida, l’accurato ritratto di una provincia che amplifica e inasprisce inimicizie e frustrazioni, la caustica ricostruzione dei rapporti di potere che oppongono autorità giudiziaria e forze dell’ordine e un intrigo che sfida il lettore ad ogni svolta investigativa candidano l’esordio di Pierre Borromée a divenire un classico del noir francese contemporaneo.


"Mi hanno chiesto come abbia fatto a descrivere con tale esattezza
e realismo l’ambiente giudiziario.
Semplice : è un ambiente che conosco dall’interno.
Quello che racconto è un mondo con il quale mi confronto e mi scontro ogni giorno."
Pierre Borromée.

Recensione "Il libro di Jade" di Lena Valenti

giovedì 28 giugno 2012







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Il libro di Jade
di Lena Valenti
pagine 592
prezzo 11,90€
Fanucci
dal 28 giugno 2012
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La Serie Vanir è  così composta:
1. El libro de Jade - Il libro di Jade  - il libro parla di Aileen e Caleb
2. El libro dela sacerdocista - il libro parla di Ruth e Adam
3. El libro de la elegida - il libro parla di Daanna e Menw
4. El libro de Gabriel - il libro parla di Gabriel e Gunnr
5. Il libro de Miya - il libro parla di Miya e Rota

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Caleb è un uomo tormentato. Un Vanpiro, un essere immortale creato dagli Dei scandinavi per proteggerer l'uomo da coloro che hanno sete di sangue e potere. Giunge a Barcellona per trovare la strana organizzazione che ha rapito e assassinato i suoi simili. In cerca di vendetta, non esiterà a rapire Eileen Ernepo, figlia dello scenziato pazzo che sta conducendo esperimenti sui corpi dei suoi amici. Eileen pagherà per tutta questa scia di sangue e violenza perpetrata contro la sua razza. Tuttavia non immagina che proprio lei diventerà la sua rovina.

Eileen, vive una vita normale e tranquilla, lavora nell'impresa di famiglia nelle Relazioni Pubbliche, ha un buon stipendio e vuole bene al suo Huskie e agli amici che frequenta dall'infanzia. Inoltre gli è stato offerto, dopo la laurea in Pedagogia, un posto come insegnante a Londra. Quella è l'occasione perfetta per sfuggire alle grinfie di suo padre Mikhail, un uomo che amava ma che l'ha accusata di essere la causa della morte della madre, Elena. Finalmente può fuggire. ma non immagina che quella stessa notte, un uomo molto arrabbiato e terribilmente sexy, la rapirà e la introdurrà con la forza in un mondo mitologico, tra magia, clan, sangue e zanne.
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La Storia
Dunque dunque, la storia inizia una ragazza bella (anzi bellissima). Eileen, la ragazza in questione, ha due amici e una marea di possibilità all'orizzonte se non fosse per il dibete - diagnosticatole da piccola - e il fatto che vive praticamente segregata in casa dal padre che la controlla e la fa seguire costantemente, permettendole solo di studiare e di gestire i contatti con l'estero della sua società (di produzione e commercializzazione di stumentazione medica). Quando una notte fanno irruzione in casa sua degli individui apparentemente molto violenti, sadici e con canini appuntiti, che le uccidono il padre e la rapiscono, Eileen scoprirà delle verità  e una realtà che non credeva potesse esistere.
Nell'ordine, conoscerà il sesso (quello brutale e violento), un diario che la porterà a conoscere la madre e il padre, l'apparenenza a una razza immortale ed antica, la possbilità di appartenere e amare qualcuno che ha giurato di odiare ed infine se stessa; si inoltre apriranno gli scenari per una guerra mortale tra razze destinata a cambiare gli equilibri del mondo.

Considerazioni
Probabilmente se mi aveste chiesto cosa pensassi di questo libro a 1/3 di lettura di esso vi avrei sconsigliato di leggerlo. Addirittura? Si, perchè erano più le cose che non mi piacevano che quelle che avevo trovato affascinati: non mi piacevano i dialoghi, l'affinità creata tra i due personaggi, troooppo immediata (non me ne sono quasi resa conto) e poi le similitudine ad altri libri era fin troppo evidente, vi assicuro che Ward, Adrian e Meyer saltano fuori ovunque in queste prime pagine; inoltre il compiacimento della scrittrice nel descrive i protagonisti - soprattutto A(E)ileen mi soffocava e allontanava dalla storia. 
Poi il miracolo. 

La Valenti trova, non so come, non so dove, l'identità da dare al proprio romanzo; pur permanendo qualche somiglianza con le autrici appena citate, trova una strada solo sua di far interagire i personaggi e proseguire la storia senza quel senso di dejavù che non riuscivo a scrollarmi inizialmente di dosso e finalemente la storia parte, affascina, ghermisce e intriga con dialoghi brillanti e profondi, con una storia che scava, che non banalizza i personaggi come ha fatto invece nella prima parte del romanzo, non si compiace con essi, ma li usa sadicamente (perchè i dettagli ce li fa anelare) per approndire la storia delle razze Vanir e Berserker, della loro creazione, della loro esistenza e scopo e per farci amare A(e)ileen, ma soprattutto Caleb.

Sottolineo ed evidenzio questo cambio perchè se a una prima occhiata potrebbe non entusiasmarvi dovete essere tenaci e verrete - a circa un centinaio di pagine - ricompensati e ammaliati! 

cover originale.
Nota caratteristica del romanzo è il fatto che sia intriso di un particolare, costante - e oserei dire pressante - alone erotico-sensuale tra Caleb e Aileen che si anelano e bramano constantemente (e praticano abbondantemente) e ciò porta alla riflessione per cui il punto in discussione - a parte qualche momento iniziale - non è tanto che si piacciano, che è indubbio, quanto se questo "piacersi", questo "legame" - chi ha letto la Ward e la Adrian saprà perfettamente a cosa mi riferisco - sia più che altro fisico o sottenga quello a cui tutti bramiamo consapevolmente o meno: l'amore. Tutto il percorso sentimentale di questo romanzo risiede in questo: cos'è, in cosa consiste, come si manifesta l'amore? Violenza, concessione, possesso, arrendevolezza, perdono, fiducia, pazienza, comprensione, spazio, accettazione e protezione  sono le fasi che Caleb e Aileen passeranno per comprenderlo e per capire se meritano di essere - e se sono - compagni per la vita, indivisibili e uniti, se meriteranno il sigillo (che compare per gentile concessione divina) solo quando essi saranno veramente e sinceramente pronti l'uno per l'altra. 
Ho particolarmente apprezzato l'intreccio tra questo filone narrativo - sentimentale e  quello "action" dove veniamo introdotti nel mondo Vanir e Berserker, di costruizione Valentiana, e che viene ben definito, delineato, descritto nonchè elaborato e che risulta affascinante e credibile anche agli occhi di coloro che molto - sul genere - hanno letto.
Menzione e Chapeau alla Valenti per quanto riguarda il mondo celtico: tutti i riferimenti celtici, alla cultura e alla lingua dei celti, è curata, ben inserita a rende  ancor più forte e dolce il legame tra Aileen e Caleb oltre ad essere interessante e molto, molto evocativa.

Consigliato? Si, se amate il paranormal; se adorate lo scontro fisico, mentale e sensuale tra i protagonisti; se vi appassionate nel leggere di tradizioni e usanze antiche rivisitate e non vi scandalizzate davanti a prodezze sessuali degne del diario segreto di Lora Leigh!

Links 
Per il sito della saga:
fateci un salto perchè troverete di tutto e di più della saga!

Forum ufficiale:

Lena Valenti è un autentico fenomeno in Spagna. Ha iniziato come libraia di una delle principali catene spagnole, per poi diventare la principale autrice di praranormal romance del suo Paese. La saga dei Vanir, di cui Il libro di Jade è il primo romanzo, ha venduto oltre 300.000 copie, scalando le classifiche nazionali.

Neri pozza incanta la nostra estate.

mercoledì 27 giugno 2012

Che bello la Neri Pozza è tornata! Dopo un pò di tempo di assenza dal sito ufficiale senza aggiornamenti di sorta sulle uscite, sono tornati a cavallo e colgo la palla al balzo per proporvi le bellissime uscite per giugno di questa casa editrice. Non ho avuto la fortuna di leggere questi romanzi in lingua, per cui non so darvi indicazioni di qualche tipo, posso però dirvi che il primo romanzo che vi propongo secondo me ha buone probabilità di piacere a un ampio spettro di pubblico!

Festa di nozze





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Festa di nozze
di Maggie Shipstead
pagine 368
prezzo 17,00
Neri pozza
da fine giugno
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A Waskeke, un’isola del New England, in cima a una collinetta erbosa, spicca una casa alta e stretta, la cui facciata semplice, rivestita di assi grigie, parla di agi e sobrietà, di benessere e riserbo.
È la casa di Winn van Meter da vent’anni, da quando Livia, la sua secondogenita, era ancora in fasce e, per venti estati, il tempo e l’abitudine l’hanno trasformata in un sacro monolite sopra il quale il cielo estivo continua a fare capriole.
In quella casa si sta per svolgere la festa di matrimonio di Daphne, la primogenita di Winn e Biddy. Tra le sue mura, con disappunto di Winn, è tutto un viavai di damigelle e di altre vestali del sacro fuoco delle nozze.
Biddy, la moglie di Winn, bada ossessivamente ai preparativi. Livia, shorts azzurri e gambe magre, si aggira come sempre accompagnata da una ventata d’aria di mare. Daphne, come al solito, nasconde i suoi moti interiori dietro uno specchio fumoso di dolcezza e serenità. Sta per sposare Greyson. Un’ottima scelta, agli occhi di Winn, poiché Greyson è sempre affabile ed è già avviato sulla strada per guadagnare una fortuna.
Winn, insomma, dovrebbe essere felice. Ma c’è qualcosa che l’angustia, qualcosa che gli dice che quella festa di nozze può anche trasformarsi in un infido percorso a ostacoli disseminato di occasioni di dire o fare qualcosa di sbagliato.
Sarà forse la sicura presenza alla cerimonia di Jack Fenn e di sua moglie Fee, ex fiamma di Winn? Quel Jack Fenn, membro della commissione d’ammissione del Pequod, il piú esclusivo club di golf di Waskeke che da anni lo tiene nella triste condizione di guest senza mai accoglierlo tra i suoi illustri soci?
Oppure il pericolo per lui, Winn, rispettabile bostoniano nei suoi tardi cinquant’anni, è rappresentato da Agatha, la giovane damigella di Daphne, un autentico esemplare di bomba sexy dalle morbide curve e l’aria di incurante e consumato disordine coi suoi vestitini bordati di pizzo, i pantaloni pericolosamente scesi sui fianchi, gli shorts che, pur soddisfacendo i requisiti della decenza, danno un’inconfutabile impressione di nudità?
Con una prosa elegante, illuminata da una frizzante e caustica ironia, Festa di nozze descrive una società ottusamente elitaria che si muove tra cene a base di aragosta, bloody mary e gin tonic, feste sfarzose e inarrivabili golf club assurdamente esclusivi: un mondo in cui il denaro e il prestigio sono tutto, ma che si sgretola sotto la spinta fatale della tensione erotica e sociale che vi fa improvvisamente irruzione.
Maggie Shipstead descrive la nascita del romanzo:
 
"Scrivi quello che sai" è quanto di più citato dei consigli per scrivere. Quando mi venne chiesto di descrivere il mio libro io di solito borbotto qualcosa su una famiglia disfunzionale, pungente di una famglia che celebra un matrimonio su un'isola, e la gente annusce saggiamente e afferma "Scrivi ciò che sai o chiedi il perplesso," Pensavano davvero che avrei dovuto scrivere quello che sapevo? [...] Ho speso il 70 per cento della mia vita in California, inclusi gli anni da zero a diciotto anni quando ho vissuto lungo una spiaggia suburbana della California del sud ed ero del tutto ignara dell'esistenza in New England e delle scuole di preparazione e dei club [...]; e il venti per cento della mia vita si è svolto in Massachusetts, tra cui otto mesi in Nantucket, dove ho scritto la prima bozza. [...]
A seconda di come qualcuno interpreta letteralmente il comandamento di scrivere quello che sai, qui ci sono alcune domande che sorgono: come californiana, quanto posso davvero sapere dell'Upper Crust , delle nuove famiglie England come i
Van Meters ? Io non sono sposata, così quanto posso davvero sapere matrimoni? Non sono un uomo di sessant'anni, così è saggio di scrivere dal punto di vista di questi? [...] L'idea di un mondo dove le persone scrivono solo quello che sanno suona piatta, cupa, e senza fantasia per me.
Invece, ho provato a scrivere quello su cui mi interrogo. Quando ho vissuto in Oriente, mi facevo delle domande sulle persone che incontravo, che sapevano come vestirsi per feste in giardino quando erano ancora adolescenti, che avevano vaste reti di amici di famiglia gnerazionalmente differenti, il cui modo di vestire era frizzante e culturalmente irreggimentato [...].
Poi ho incontrato la nonna del
mio amico Bailey, una formidabile gran dama che era uno delle damigelle di Jacqueline Kennedy. A prima vista, sembra l'essenza distillata dell'alta società. Ha un dono per il divertimento, del bere e danzare, una voce affettata [...] una casa sulla North Shore piena di dipinti ad olio ancestrali e modelli di carta da parati classici del Massachusetts, e una casa piena di ingredienti per il Bloody Mary nel Maine. Ma ciò che mi è piaciuto di questa donna in particolare era il suo armadio sorprendentemente fantastico, che somigliava a quello che sarebbe successo se gli armadi da Dynasty e The Love Boat fossero stati chiusi all'interno del Copacabana e allevati in isolamento per diversi decenni. Dietro lo sfondo classico, teneva orde di paillettes, gioielli a tono e seta, spalline, tacchi torreggianti, mucchi di abiti e maglioni abbaglianti [...].Alla fine, mi misi a scrivere un personaggio, Winn Van Meter [...] Io lo conosco, anche se lui non esiste. Trascorre la sua vita alla ricerca di correttezza e di uno stato illusorio sociale, ma ci sono alcune tute zebrate, metaforicamente parlando, in agguato dietro il suo aspetto posato. Tutti abbiamo i nostre segrete paillettes.

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«Maggie Shipstead è una scrittrice dotata di incredibile talento e 
Festa di nozze è un formidabile romanzo
 che commuove e diverte a un tempo».
Richard Russo
Seating Arrangements
copertina originale

«Il mondo della buona società,
 dove le convenzioni celano le verità piú oscure».
Easyliving

«Maggie Shipstead ha scritto un romanzo che ha 
la stessa profondità delle opere di Anne Tyler. 
La sua commedia, seppure sarcastica, non è mai crudele, 
ma svela una raffinata conoscenza psicologica dei propri personaggi».
Book Oxygen

«La brezza marina che spira nelle pagine di Festa di nozze è l’affetto che
 Maggie Shipstead nutre per i suoi personaggi viziati,
 il segno della delicatezza con cui tratta le loro pene e i loro desideri».
Ron Charles, The Washington Post

«Un romanzo sofisticato e ironico su famiglia, infedeltà, 
status sociale e crisi di mezza età. 
Difficile credere che sia davvero un esordio».
Marie Claire

Maggie Shipstead si è laureata a Harvard nel 2005. Ha conseguito il Master in Fine Arts allo Iowa Writers’ Workshop sotto la guida di Zadie Smith. Festa di nozze è il suo primo romanzo, un bestseller annunciato, atteso e tradotto dai maggiori editori del mondo.

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Il ragazzo della Kaiserhofstrasse





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Il ragazzo 
della Kaiserhofstrasse
di Valentin Senger
pagine 304
prezzo 17,00
Neri Pozza
da fine giugno
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Coi suoi palazzi di epoca guglielmina dalle facciate imponenti, la Kaiserhofstrasse sembra una delle strade più austere e solenni nella Francoforte della metà degli anni Trenta. In realtà, la piccola via cela, nei suoi severi edifici, una vita mondana agitata se non addirittura licenziosa.
Al numero 4 vivono due prostitute che, nella strada appena dietro l’angolo, hanno il loro albergo a ore. Al numero 6 abita un pittore che se ne va in giro avvolto in un ampio mantello con pellegrina, il cappello nero da artista in testa, e la sciarpa di lana che svolazza con studiata negligenza sulle spalle. Nello stesso edificio viveva anche Didi. Di giorno, unico parrucchiere maschio nel salone di bellezza per signore nella Schillerstrasse, di sera, donna maestosa con indosso una parrucca biondo chiaro, un vestito attillato con stola di pelliccia, calze di seta e scarpe dai tacchi alti. Le SS sono andate a prelevarlo dal suo posto di lavoro e lo hanno mandato in un campo di concentramento.
Alcune case più avanti, dove c’è la taverna Mohrhard, abita una coppia molto originale, lui detective, lei astrologa. Allo stesso numero, in una mansarda, vive il garzone del fornaio, un membro del KPD, il partito comunista, arrestato e condannato a tre anni di reclusione e poi rilasciato. Al numero 16 c’è un segretario di Stato che ha trasformato l’appartamento in un’unica grande voliera e tiene di più ai suoi uccelli esotici che alla moglie. E al numero 17 abita una ex cantante d’opera che se ne va sempre in giro con tre cagnolini a un guinzaglio tripartito.
Il caso più strano e bizzarro della Kaiserhofstrasse è rappresentato, tuttavia, dalla famiglia che vi abita al numero 19: i Senger, vale a dire Moissee Rabisanowitsch nato a Mykolaiv, Olga Moissejewna Sudakowitsch nata a Ocˇakiv, e figli, tutti ebrei dell’Est.
L’agente di cambio Oppenheimer, che stava al 19 della Kaiserhofstrasse, un ebreo che pure considerava Hitler un grande uomo di Stato, è stato mandato a morire in un campo di sterminio.
Ma i Senger sono ancora lì. Eppure tutti nella strada conoscono la verità. Heinrich Busser, il poliziotto che abita nell’appartamento di sotto, quando vede il ragazzo dei Senger, Valentin, lo saluta sempre dicendo: «Allora, Jiddche, come butta?». Tutti gli amici di Valentin, poi, quelli con cui giocava tra le siepi vicino al Teatro dell’Opera, soprattutto Hans e Holle entrati nella Gioventù Hitleriana o Schorschi che fa parte delle SA, sanno che Valentin è un «giudeo» circonciso…
Preziosa testimonianza di un’epoca tragica ed eroica insieme, questo libro è la storia vera di Valentin Senger, ragazzo della Kaiserhofstrasse, figlio di ebrei dell’Est, nato e cresciuto a Francoforte e scampato agli sgherri del nazifascismo grazie ai mille capricci del caso.
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cover originale
«Se mai sono avvenuti dei miracoli nei dodici anni in cui Hitler è stato al potere,
tra i più grandi c’è certamente il fatto che una famiglia 
di ebrei russi con frequentazioni comuniste sia riuscita 
a sopravvivere incolume nel pieno centro di Francoforte».
Neue Zürcher Zeitung


«Pregno di colore e di atmosfera, di umorismo e ironia e, 
al tempo stesso, di angoscia, 
il libro di Senger mostra tutte le tipologie 
di quell’epoca criminale ed, insieme, eroica».
Die Welt


«Un pezzetto di esperienza personale che fa
 capire più di una pila di libri di  
storia che cosa fosse la vita quotidiana nel Terzo Reich».
Zeit Magazin


«Un’opera che resterà nel tempo».
Frankfurter Allgemeine Zeitung

Valentin Senger è nato a Francoforte nel 1918. Durante gli anni della Seconda guerra mondiale ha studiato e lavorato come disegnatore tecnico. Alla fine della guerra è diventato giornalista, prima per la Sozialistische Volkszeitung e in seguito per la radio dell’Assia. È morto a Francoforte nel 1997.

Preview: "Zero History" di William Gibson.

Sono qui oggi a presentarvi una nuova uscita ed anche collana della casa editrice Fanucci che debutterà in libreria a fine giugno per accontentare tutti coloro che di fantasy e fantascienza, come dire, non ne hanno mai abbastanza.
La collana in questione si chiama:
 logo_chrono.jpg 
e si propone come un contenitore dedicato alla fantascienza e al fantastico in una tradizione che va da La svastica sul sole di Philip K. Dick a Complotto contro l’America di Philip Roth.

Zero History è il primo titolo di questa nuova collana ed è anche l’ultimo romanzo firmato dal padre del cyberpunk William Gibson. Pur essendo uno stand-alone chiude la Trilogia di Bigend. I temi affrontati nel romanzo sono attuali e interessanti, Zero History esplora infatti il futuro contemporaneo che si muove tra nuovi media e merci feticcio e sferra un feroce attacco al business senza regole, alla politica e alle industrie militari. La sintesi di quest'opera può essere riassunta dalla tesi per cui, secondo Gibson, il futuro è adesso e l’high tech è già terreno mitologico di narrazione.

Se volete conoscere in modo più approfondito questo scrittore vi invito a leggere l'intervista che Gibson ha rilasciato nel 2010 all'interessante - quanto magnifica - rivista Wired italia, proprio in occasione dell'uscita americana di Zero History, che potete trovare a questo indirizzo:

http://daily.wired.it/news/tech/zero-history-william-gibson-parla-della-paranoia-e-del-fantastico-potere-di-twitter.html
 





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Zero History
di William Gibson
pagine 560
prezzo 12,90 €
Fanucci
dal 28 giugno
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Hollis Henry, ex cantante rock diventata giornalista, ha accettato con molta riluttanza di lavorare nuovamente al soldo di Hubertus Bigend, magnate del marketing globale, per scoprire l'identità segreta del progettista di un marchio di abbigliamento che Bigend spera di arruolare per la fabbricazione delle uniformi dell'esercito statunitense. Il traduttore ed esperto di crittologia Milgrim, ossessionato dai dettagli, è totalmente nelle mani di Bigend, soprattutto da quando il magnate lo ha salvato dalla dipendenza pagandogli una costosa cura in una clinica svizzera. Garreth, invece, ha una passione per gli sport estremi. Di recente è saltato dall'edificio più alto del mondo, aprendo il paracadute solo all'ultimo momento, e per dimostrarlo ha un femore tutto nuovo fatto con un materiale sperimentale. Garreth ha gli amici giusti per i favori di cui un uomo come Bigend potrebbe avere bisogno, in particolare quando le cose vanno improvvisamente storte. Cosa potrebbe succedere, ad esempio, se un contratto per le uniformi siglato dal dipartimento della Difesa diventasse il viatico per un traffico d'armi, e se anche Bigend si ritrovasse a essere manipolato e alla deriva in un mondo pericoloso e pieno di insidie?

Il book trailer:


Estratto:


1 - Il Cabinet

Inchmale le chiamò un taxi, uno di quelli che un tempo,quando era stata in città per la prima volta, erano tutti neri.
Questo era color argento perlaceo. Con una scritta gotica inblu di Prussia che pubblicizzava una banca tedesca, o forseun software commerciale; era un simulacro arrotondato deisuoi predecessori neri, con la tappezzeria in finta pelle in unatonalità chiara di marroncino ortopedico.

«I loro soldi pesano un sacco» disse Inchmale facendole scivolarein mano una manciata di monete da una sterlina.

«Ci sicomprano parecchie troie.» Le monete conservavano ancorail calore corporeo della slot machine da cui le aveva ottenutecon abilità, quasi con noncuranza, mentre stavano andandoverso un King-qualcosa.

«Quali soldi?»

«Quelli dei miei compatrioti. Offerta libera.»

«Non ne ho bisogno.» E cercò di restituirgliele.

«Per il taxi.» Diede l’indirizzo in Portman Square al conducente.

«Ah, Reg,» fece lei «non è che andasse poi tanto male. Avevoinvestito nei mercati monetari, in gran parte.» 
«Non peggio di tante altre cose. Chiamalo.»

«No.»

«Chiamalo» insistette lui, avvolto in un GoreTex giapponesea spina di pesce pieno di pieghe e allacciato al contrario.

Chiuse la portiera del taxi.
Zero History (Blue Ant, #3)
cover originale

 William Gibson, americano di nascita, vive a Vancouver. Ha debuttato assai presto nel mondo della fantascienza con La notte che bruciammo Chrome. Il suo romanzo Neuromante è considerato il manifesto del movimento cyberpunk. A lui si deve la coniazione del termine “cyberspazio” e il grande merito di aver saputo immaginare Internet e la realtà virtuale prima che esistessero. Zero History è il primo titolo di  Gibson pubblicato dalla Fanucci.